I Fake Ninja - Storia e Realtà

Esprimerò un'opinione pungente, e personale, esclusivamente a titolo civico e informativo.

Probailmente ciò che dirò verrà frainteso come un attacco diretto e personale verso determinate persone.

Sbagliato ovviamente.

Conosco certamente le scuole di cui parlo. Il loro livello di bassezza e la scarsissima qualità di ciò che praticano, in quanto sono palesemente fake in tutto ciò che fanno e rappresentano. Ciò che mi è stato raccontato da coloro che sono scappati da questi buffoni poi, sono prove aggiunte di quello che la comunità marziale legata al ninpō dice su queste ridicole organizzazioni.
Ma non farò alcun nome specifico, non per rispetto. Io non rispetto questa feccia, essendo per me solo dei vermi insignificanti, andare in contro a discussioni con organizzazioni così squallide, sarebbe per me una disonorevole perdita di tempo.
Quello che farò in questo articolo, è solo chiarire dei punti storici, chiamando dunque fake in modo generico, chi si associa a determinati lignaggi ufficialmente inesistenti oggi, perchè scomparsi senza eredità trasmessa.
Solo per rispetto verso chi lavora, studia e fatica, e per senso civico.

Guarda caso, oggi, esistono più retaggi ninja scomparsi in Occidente, che in Giappone. Non è ridicolo? Dopo tutto, ninja e samurai, e i loro retaggi sono esclusivamente giapponesi. Ma intanto oggi, se notate, in occidente, invasati personaggi pittoreschi, che in Giappone non hanno idea di chi siano, si proclamano discendenti di clan ninja, o portatori dei loro lignaggi, senza che questi millantatori palloni gonfiati, siano mai stati in Giappone a studiare e praticare, o abbiano mai studiato con dei giapponesi.
Neanche con maestri europei che studiano con i giapponesi. Insomma, rappresentano il nulla e il niente.

Parlando di "ninjutsu", in Sicilia ci sono poche scuole Bujinkan, ma per fortuna ci sono.
A Ragusa c'è un maestro fake talmente ridicolo e imbarazzante che fa davvero tenerezza poveretto.
Per quanto riguarda la squallida città in cui al momento vivo (purtroppo). Ufficialmente, l'unica scuola di ninpō a Catania è la mia, dacché sono l'unico, e ripeto l'unico in assoluto a dati di fatto, che studia e pratica con linee dirette col Giappone, praticante riconosciuto da Bujinkan e Musashi Clan, e ambasciatore della cultura ninja e samurai in Italia.
Viaggio in Giappone regolarmente, e studio da quasi venti anni con i giapponesi.
Ma per chi sa chi sono, la mia preparazione culturale e pratica parla da se non occorre che scriva altro.

Mentre il resto delle scuole "ninja" presenti a Catania, sono rappresentate da millantatori imbranati. Buffoni trash e truffatori, che intanto non sono mai usciti dal loro quartiere. Sono ignoranti in materia in modo imbarazzante. La loro pratica è imbarazzante. Non sono riconosciuti assolutamente da nessuna ente internazionale giapponese. Ma stanno solo in regola con le enti sportive locali ignoranti in materia che riconoscerebbero anche il club di naruto pur di avere tesserati. E se osservate il loro passato, oltre al loro squallido presente, le loro credenziali storiche, hanno solo ed eslusivamente, legami con italiani di scarso talento, di basso livello morale e che non hanno mai e poi mai avuto a che fare con nessun maestro ninja, giapponese. E neanche europeo.
Si tratta solo di invasati che non hanno mai rappresentato onorevolmente le arti marziali, ma solo il business che ne consegue.
Giocano, piccolo gruppi di amici che giocano ai ninja truffando le persone con le loro balordaggini da un soldo bucato.
Sfornando dan come coriandoli per monopolizzare l'ambiente con la loro mendace sozzura inferiore.

Ovviamente vi invito a cercare questi personaggi sui social e nei loro siti, per rendervi conto degli indiscutibili fatti basati sulla verità obbiettiva e onesta, di cui sto parlando. Ripeto, non posso fare nomi espliciti, ma gli indizi vi faranno arrivare a questi individui in qualche maniera.
Io sono facile da riconoscere e distinguere, perchè sono uno di quei pochissimi maestri italiani, che come fanno i giapponesi, i cinesi, e tanti altri praticanti professionisti nel mondo, mette la sua faccia in prima persona, sui social, senza timore, mostrando pratiche e abilità, accogliendo complimenti, critiche e commenti vari senza problemi, in quanto so serenamente che quello che faccio è autentico e basato su studi reali con autentiche scuole e autentici maestri. Difatti, nella comunità professionistica, siamo tutti uniti. Ci seguiamo, ci vediamo e ci sosteniamo.

Perchè mi accanisco così?

Non mi importa di cosa fanno onestamente. Non esiste legge che impedisce a chiunque di insegnare ciò che gli pare.
A ciascuno il suo, e siamo tutti liberi di fare ciò che ci piace.
Dopotutto non è una gara di popolarità per me, o di altro genere, non c'è neanche un minimo di concorrenza per cui debba accanirmi. Ripeto è solo informazione civica, e rispetto verso la verità dei fatti.

Ma. Io sono cresciuto con un giapponese. Frequento il Giappone regolarmente, e ho degli affetti in Giappone a livello personale e lavorativo. Abbraccio tale cultura da quasi tutta la mia vita. Sono ambasciatore della cultura giapponese da tutta la vita.
E da tutta la vita, mi spezzo la schiena, e sputo sangue e sudore, studiando e allenandomi, ogni giorno, per migliorare ancora oggi dopo 22 anni di esperienza, per rappresentare, e condurre i lignaggi di questo splendido paese, e la sua meravigliosa cultura, nel futuro. Spendendo soldi di viaggi, lezioni e facendo tantissimi sacrifici perchè non sono benestante.
In Giappone sono conosciuto come Byakko San, un soprannome dato dai miei più cari amici giapponesi che stimo con tutto il cuore. Ho contatti con grandi nomi attuali nelle arti marziali giapponesi, da come si può evincere da chi mi segue sui social, e da determinate fotografie insieme a loro. Ho sacrificato tante cose, e lo faccio ancora oggi, per continuare a studiare, rompendomi le ossa, per l'amore che ho verso i retaggi e le culture giapponesi. Sono cresciuto con determinati principi e valori.
La cultura giapponese, e la nazione stessa del Giappone, sono la mia vera casa, e la mia vera essenza.
La mia patria è 日本! Se scoppierà una guerra, io non combatterò per un paesuncolo ridicolo come l'Italia. Una nazione governata da mafiosi e corrotti, abitata da un popolo di bifolchi che avendoli messi in poltrona, fanno le vittime, ma in realtà sono complici. In Italia, e senza la mia volontà, io ci sono solo nato. Io combatterò sempre e solo, per la mia vera patria, il Giappone!

E dunque quando vedo questa cultura, insultata e mancata di rispetto, mi irrito davvero parecchio.
Ed ecco il motivo di questo articolo.


Solitamente chi ha il carbone bagnato e ha torto, va sulla difensiva in modo errato e per niente saggio, ovvero con l'aggressività, sfidando o denunciando. Per chi si sente chiamato in causa; se sei chi dici di essere, non occorre questo, bastano le prove.

Ciò che dirò è solo l'opinione di un pinco pallino qualunque, io non sono nessuno in confronto ai grandi. Ma ciò che dirò è basato su ricerche e studi personali, ispirati a causa di scoperte che ho fatto, grazie agli esperti storici giapponesi, che hanno studiato tutta la vita, la loro stessa storia e i loro lignaggi.

Tale mia opinione, ovviamente può essere contestata ci mancherebbe. Io non sono un professore della Tōkyō daigaku shiryō hensan-jo. Non sono un Ikuhiko Hata, Masaaki Hatsumi, Jinichi Kawakami, Yukio Mishima, Hiroshi Aramata, ecc.

Dunque quel che dico, non sarà su nessuna pagina mondiale. Ci pensano già i pezzi grossi, a farlo.
Perchè si, quel che dirò è presente in tanti articoli e libri di storia giapponesi, io quì lo tradurrò solo in italiano.
Quindi se qualcuno si sente il prurito, e come tutti quelli che hanno il carbone bagnato, e minaccia per vie legali o peggio con la violenza. Di certo cercando me, non concluderà nulla, perchè ignorerei tali reazioni, io non sono nessuno ripeto, e ignorerò ogni sciocco che crederà di risolvere i suoi problemi trovando me.
Se poi c'è chi vuole proprio farsi male, pazienza, peggio per quegli stolti che ci proveranno e mi incontreranno.

Io sono una persona seria e pacifica. Dedita alla giustizia, alla verità e alla cultura.
Parlo in base a fatti e studi concreti, parlo sempre con le prove e la verità.

Mi è stato detto spesso; «ma perchè non facciamo qualcosa e li fermiamo?».
Prima cosa, quasi tutti questi fake, specialmente i fake ninja che ho identificato, so per certo che non hanno mai fatto a botte invita loro. E ovviamente cosa tipica, insegnano a combattere. 
Molta della loro presunzione infatti, e del loro fare da spacconi, è presente proprio perchè non hanno mai preso una bella carovana di legnate in vita loro. Ma non sarò di certo io a farlo, questo tempo da perdere con questi buffoni non ce l'ho proprio. Ho visto, e so, che si limitano a balletti coreografati rubati su internet, e a giocare con i guantoni saltellando nelle palestre in uno sparring davvero ridicolo ed imbarazzante.
Onestamente parlando, in tutta sincerità perchè so chi sono e cosa posso fare. Se io dovessi combattere con questi truffatori imbranati, come chiunque abbia la mia esperienza in combattimenti in strada e sul ring, li sbriciolerei come i biscotti per fare la cheesecake. E sarebbe meglio se mi attaccassero tutti insieme, perchè con uno solo mi annoierei davvero tanto.

Si avete letto bene, non è presunzione. Non si parla di danza classica ma di arti marziali, e non ho intenzione di fare l'ipocrita maestro zen tutto pace e amore. Ho dato e preso botte da quasi tutta la mia vita. Tagli, fratture, contusioni, le ho collezionate tutte. Ho avuto a che fare con fin troppi palloni gonfiati, che ho scoppiato con le mie stesse mani, per non poter dire questo con onestà e in piena coscienza. Molti che si credevano dei, hanno sanguinato contro di me. E contro altri miei colleghi degni di nota, ho visto palloni gonfiati scoppiare allo stesso modo. In giovane età, sciocco e immaturo, "sono stato scoppiato" anche io da personaggi più tosti di me, insegnandomi grandi ed importanti lezioni. Conosco bene la violenza, la cattiveria, il dolore e ciò che ne consegue. La differenza è che quando c'è stato qualcuno che mi ha riportato con i piedi per terra, mettendomi faccia a terra, io ho accettato con onore la sconfitta traendone grandi insegnamenti.
I fake non lo farebbero. Essendo dei buffoni amatoriali sono certo che non accettando una punizione violenta, me li ritroverei in venti o trenta, sotto casa con la vendetta pronta in mano. Io sono un uomo sposato, ho una famiglia, e ho degli allievi cari quanto la mia famiglia, e non posso permettermi di rischiare la loro incolumità. Scatenare una guerra con questi imbranati cialtroni non ha senso. Se si degenerasse in qualcosa del genere rischierebbero senza ombra di dubbio di finire in un dramma sotto la mia ira, mentre io comprometterei il mio futuro finendo in galera per dei poveretti vermi insignificanti.

Perchè ho detto tutto questo? Per spiegare che se io facessi questo, cosa concluderei? Niente. Andrei in contro ad inevitabili problemi legali, e darei un esempio pessimo di me stesso agli altri. Sono un maestro, devo dare sempre l'esempio ed essere superiore a certe bassezze, per quanto per me siano allettanti. Saper combattere significa essere saggi e capire quando è necessario combattere oltre ego e ira. Se io andassi a sfidare questi buffoni, e li facessi a pezzi, avrei molti più allievi senza dubbio. Perchè oggi è tutto uno show.
Ma che tipo di allievi mi ritroverei? Persone che verrebbero da me perchè attirate da un comportamento simile, sarebbero allievi che decisamente non vorrei mai al mio dōjō. E poi? Avrei liberato il mondo dai fake e risolto tutto?
Ovviamente no. Sarebbe tutto inutile dunque. Insomma, tutta fatica e tempo sprecati, che possono benissimo essere impiegati meglio. Quindi perchè abbassarsi a questo livello, e dar peso a buffoni che non meritano alcuna considerazione?
Sia io, che i miei colleghi, ci limitiamo a considerarli solo parlando civilmente. E in questo articolo infatti vi informo solamente.
Dunque sia chiaro che non è una sfida o altro, perchè non mi interessa.
Con la forza della verità si può conquistare tutto e sono i fatti che parlano. Che parli la qualità della disciplina.
Io adesso scriverò fatti sui fake ninja, così che abbiate coscienza, e saprete come comportarvi se li incontrate.

In questo articolo importante, parlo dei fake maestri in generale, e come riconoscerli:

https://www.ninjutsukojiki.com/post/23

Fino a quasi una trentina di anni fa, nessuno in occidente sapeva cosa fosse il "ninjutsu" che tra l'altro non è una disciplina, i ninjutsu sono tecniche, la disciplina è ninpō. Ma ormai condotta al mondo come "ninjustu" per adattarci alla comprensione di un pubblico ignorante, chiamiamo la disciplina "ninjutsu".
Masaaki Hatsumi ha fondato la prima federazione legata alle arti ninja, la Bujinkan, nel 1970.
Esponendo questa tradizione al mondo. Paradossalmente, in Giappone non ha preso piede quanto negli USA, così, Masaaki Hatsumi ha iniziato a viaggiare, organizzando parecchi Taikai (incontri/stage di arti marziali), nel mondo, ricevendo la medaglia al valore dall'imperatore del Giappone, per il suo operato di esposizione della cultura giapponese nel mondo.
Iniziarono ad aprirsi diversi dōjō bujinkan nel mondo, e iniziarono le prime riprese di seminari e taikai, con Masaaki Hatsumi e i suoi allievi migliori. Poi vennero fuori le videocassette con addirittura le lezioni e i tutorial per i maestri all'estero. Ed in fine, agli albori del 2000 quando venne fuori YouTube, ogni video di Masaaki Hatsumi, era presente e alla portata di tutti.

Guarda caso, nel giro di questi ultimi quindi anni, centinaia di "maestri ninja" sono saltati fuori dal nulla, con lignaggi non inerenti alla Bujinkan. All'inizio, c'era comunque molta ignoranza sulla storia degli shinobi e dei clan, e quindi i fake, realizzavano le loro buffonate sulle basi di YouTube, e di mere sciocchezze e storielle strampalate ideate dalla loro fantasia.
Non avendo una vera storia e lignaggio alle spalle, la peculiarità dei fake, è l'incoerenza della loro disciplina, che storicamente e tecnicamente, cambia in continuazione, in base all'aggiornamento di ciò che vengono a scoprire col tempo. Ridicoli ...

La bujinkan dunque, ha dato il via, ai fake ninja.

Alla luce di tutti questi fake ninja, negli ultimi dieci anni c'è stato un generale "mo basta". E alcuni lignaggi reali shinobi sono saltati fuori, distruggendo intanto la monopolizzazione della Bujinkan sui ninja. Che per vari decenni ha dichiarato di essere l'unica vera organizzazione a possedere trasmissioni shinobi. Cosa che non è affatto vera. Questi lignaggi rimasti in disparte, segreti, hanno detto al mondo; "fermi tutti, c'è anche questo". Grandi nomi come Jinichi Kawakami, Mushashi Clan ecc.

Io rappresento uno di questi lignaggi nascosti. La mia disciplina non è famosa, perchè gli antenati del mio Sensei, non erano chi sa chi, guerrieri certo, ma cultori e non eroi che hanno fatto storia, per questo come tanti migliaia lignaggi, è passato inosservato, e discretamente, nei secoli e nella storia. Migliaia di lignaggi in Giappone vengono da umili soldati, senza gloria nel loro nome.
Ma comunque validissimi. La base del Kojiki-Ryū viene da un lignaggio di quasi cinquecento anni fa, (Yuki no Senshi), ma Kojiki-Ryū nasce solo circa duecento anni fa, è molto recente, e rimanendo per generazioni all'interno di una famiglia in ishisoden, è normale che sia sconosciuta. Mi è capitato di parlare con un fake ninja di Catania, dove dichiarandosi storico, facendo ricerche solo su google (e ho detto tutto), ha asserito di non trovare nulla riguardo il Clan Yuki no Senshi. Beh è normale, mica c'è tutto su google. Ci sono migliaia di piccoli lignaggi come il mio in Giappone e in Cina, sconosciuti e difficili da scovare. Ma se si fa una ricerca seria, e non su interne, tra l'altro pure in italiano, (cosa ridicola che può fare solo un buffone fake da due soldi), piuttosto che farla su libri storici e accademici, specialmente giapponesi, vi assicuro che si trovano le risposte.

Non è stato facile per me, ritrovarmi prematuramente a rappresentare questo piccolo ma preziosissimo lignaggio.
Specialmente perchè appartenuto ad una famiglia esageratamente discreta, in modo quasi paranoico.
Non sono giapponese, sono un bianco.
E all'inizio in Italia, ovviamente, chiamarono anche me fake, e giustamente, essendo uscito dal nulla, e con poca credibilità su internet ci sta. Quando la famiglia del mio Sensei nel 2011, mi ha assegnato il ruolo di successore e ho avuto il permesso di aprire la scuola pubblicamente, per non far morire il retaggio con me, ho iniziato malissimo. Mi mancava il mio Sensei, non mi sentivo affatto maestro, non mi fidavo di nessuno, ed ero estremamente impacciato, specialmente su internet che dannazione per lavoro ho dovuto utilizzare, male, essendo abituato alla massima discrezione.
Nel tempo, grazie ai miei amici in Giappone, ho iniziato ad avere coscienza del mio ruolo, a capire cosa far vedere in rete e cosa no, e come approcciarmi al pubblico, pur restando dignitosamente discreto.

Scocciato da tutto questo, sono andato in Giappone, e ho mostrato le prove di chi sono, con la mia faccia, e la verità dei fatti in mano. E oggi mi alleno come fossi l'ultima ruota del carro per essere all'altezza dei grandi nuovi maestri, con cui mi alleno oggi per incrementare il mio livello e la mia conoscenza.
Non mi sono appropriato del lignaggio di altri, o peggio di personaggi storici di grosso calibro.
E come il Musashi Ninja Clan, uscito allo scoperto anch'esso in questo ultimo decennio, nonostante esistente da secoli, ho iniziato a far fare alla mia disciplina, la sua strada allo scoperto anche in Italia, conducendola al CONI.
E oggi, tale disciplina è riconosciuta e rispettata, in Giappone, e nel mondo, aumentando così la nostra notorietà con internet.
Ma sempre, con la verità e i fatti. E senza farmi bello usando il mio Sensei e la sua famiglia, tanto che faccio solo un lieve cenno a loro, tutto il resto è mostrato con la mia faccia e le mie abilità, apprese da lui. E con la mia capacità di insegnare, mostrando con orgoglio i miei allievi all'azione. Dopo tutto la mia disciplina parla da se. Ed è così che deve essere.

Quindi chi è serio, e vuole provare la veridicità della sua causa, invece di minacciare pesci piccoli che dicono la loro o esprimono dubbi o opinioni. VADA IN GIAPPONE, dagli squali veri, alla Tōkyō daigaku shiryō hensan-jo, e porti tutte le prove, rotoli, foto, e altro. Oppure vadano a dimostrare quello che dicono di essere, a Masaaki Hatsumi, a Jinichi Kawakami, o a Shibata, storici esperti di storia shinobi, con le prove in mano, che verranno analizzate, e dunque avvalorate, oppure derise e bocciate, una volta per tutte.

Sono gli storici esperti, a dire e rilasciare, le informazioni che ora trascriverò.


Si tratta di un argomento grottesco, ma importante che è bene conoscere, specialmente per chi decide di intraprendere le arti marziali e non è esperto in materia, in particolar modo sul "ninjutsu", una cosa poco conosciuta, e dunque sfruttata/stuprata al massimo, dai media e dalla massa.

Intanto bisogna sapere che "il ninjutsu", non esiste. Non è una disciplina. I ninjutsu sono tecniche. Non esiste IL ninjutsu.
Ninpō (principi - legge dello shinobi) - Ninjutsu (tecniche - pratiche). Molte di queste nascono nelle montagne di Iga e sono state affibbiate ai guerrieri delle montagne, denominati Shinobi, ma anche i Samurai, praticavano e conoscevano (Ninpō e Ninjutsu, concetti della medesima cosa).

Gli shinobi più usati per inventarsi una scuola ninja, sono solitamente Ishikawa Goemon, Seiko Fujita e Fūma Kotarō.

Dopo la fine dell'era ninja, nei territori di Iga e Kōga per mano del famoso Daimyō Oda Nobunaga, tra i dispersi, molti di quelli chiamati "shinobi" si sono dati al brigantaggio e al crimine, vagabondando per il Giappone, fino ad essere acciuffati e giustiziati dalla legge.
Altri hanno servito grandi famiglie di Daimyō, e altri ancora (pochissimi), sono sopravvissuti in silenzio nel tempo, svanendo nel nulla e nella storia.

Questi tre personaggi menzionati, facendo parte di queste categorie, sono perfetti per inventarsi un retaggio mistico trasmesso nel tempo fino ai giorni nostri. Ma giunto ad oggi, come esattamente?
Chi conosce la storia, la vera storia, sa che questi personaggi non hanno lasciato alcun retaggio ed eredità a figli o adepti, e che le loro Ryū sono ufficialmente estinte per sempre.

Ciò che ne è rimasto, sono solo rimasugli di storielle tratte da manoscritti di natura romanzata, che per rispetto e leggenda, in Giappone  vengono evidenziati ed esposti, da performer "ninja", allietando i turisti e gli appassionati di questa figura, raccontando la loro conoscenza sul campo.

Seiko Fujita

Seiko Fujita, nato a Tokyo. Ha studiato la Kōga-ryū Wada-ha (Ninjutsu) sotto la tutela di suo nonno, Fujita Shintazaemon, 13 ° Sōke del ramo Wada di Kōga-ryū Ninjutsu. Ha studiato presso le università Waseda e di Meiji, e inizialmente ha iniziato la sua carriera in una società di giornali. Ha continuato a studiare molte altre arti marziali, ed è stato notato come autore, ricercatore e collezionista di antichi rotoli. Secondo alcuni riferimenti. Ci sono opinioni divise, sul fatto che fosse un vero ninja o un semplice ricercatore di retaggi

Durante la seconda guerra mondiale , Fujita insegnò la Kōga-ryū Ninjutsu all'Accademia Militare di Nakano (Rikugun Nakano Gakkō).
Fujita in seguito ha lavorato come specialista della sicurezza del governo. Negli anni successivi fu influente nell'insegnamento di molte arti tradizionali giapponesi. Tra gli studenti degni di nota ci sono Motokatsu Inoue, Mabuni Kenwa, Fujitani Masatoshi, l'attore Tomisaburo Wakayama e Manzo Iwata, che divenne erede di alcuni dei suoi stili. Fujita non ha lasciato alcun erede per la Kōga-ryū Wada Ha.

Seiko Fujita ha pubblicato il Zukai Torinawajutsu che mostra centinaia di tecniche di Hojōjutsu appartenenti a molte scuole diverse. E ha pubblicato molti altri testi sul ninjutsu e sulle arti marziali. Morì di cirrosi epatica all'età di 68 anni circa e probabilmente soffrì di angioedema ereditaria (che può precludere la pratica delle arti marziali, sebbene Fujita possa aver dimostrato la capacità di superare alcuni sintomi della malattia). La sua collezione, la Fujita Seiko Bunko , è conservata al Museo Iga-Ueno, nel castello di Odawara .

In pratica è specificato sui libri di storia e in ogni dove, che Fujita Seiko non ha rilasciato alcuna eredità. Per cui se qualcuno oltre oceano, lontano dal Giappone, dichiara di avere il suo retaggio, è davvero, davvero molto bizzarro. Chiedere come l'ha avuto è il minimo. E se non lo sa, o la risposta è vaga e confusa, beh ... è palese di che personaggio si tratta.

Ishikawa Goemon

Ishikawa Goemon, grande guerriero, la quale esistenza, nota e divenuta leggendaria, ha certezze storiche concrete sulle sue imprese.
Nato a Iga il 24 agosto 1558, era originariamente un Genin sotto il comando del maestro Momochi Sandayū, che poi si diede al brigantaggio, e a comportarsi proprio come Robin Hood, rubando ai ricchi per dare ai poveri. Da shinobi, divenne dunque un Nukenin (ninja rinnegato, o ninja mancante, in pratica la versione rōnin per i samurai).

Come per ogni shinobi, si hanno poche informazioni sulla vita di Ishikawa Goemon, che è diventato oggi una figura simbolo del folklore giapponese. C’è una storia piccante che afferma la storia, che lo vide in una relazione con l'amante di Momochi, e dovette fuggire per l’ira del suo maestro. In quel racconto, Goemon rubò la spada preferita di Momochi prima di fuggire.  Prendendo la propria strada, divenne il capo di un gruppo di banditi nel Kansai, e continuò a derubare ricchi signori feudali, ecclesiastici e mercanti, condividendo quella ricchezza con i contadini oppressi. Toyotomi Hideyoshi ordinò l’uccisione di sua moglie per avere la testa di Ishikawa Goemon che aveva derubato alcuni Daimyō alleati. E per assicurarsi che si facesse vivo di certo, prese anche suo figlio Gobei in ostaggio. Goemon però non riuscì a recuperare il figlio, e fu scoperto e preso come prigioniero.

Il 24 agosto 1594 a Kyōto, Toyotomi Hideyoshi decise di bollirli vivi pubblicamente, al cancello del tempio Nanzenji. Quando furono gettati padre e figlio nel calderone, Goemon salvò il piccolo sollevandolo sopra il livello dell'olio bollente. Toyotomi si impietosì e lo fece recuperare risparmiandogli la vita, mentre Ishikawa Goemon con le ultime forze, morì osservando il figlio sano e salvo.
Essendo stato acciuffato e giustiziato senza lasciare eredità, con certezze storiche documentate, non vi possono essere scuole che pratichino una disciplina che portino il suo lignaggio. Negli USA e in Tailandia viene dichiarata la sua eredità da alcuni fake ninja, in Europa no a quanto ne so. Ma ovviamente, anche il suo retaggio, è andato perduto, e dunque è storicamente appurato, che non esiste alcuna scuola inerente al suo lignaggio ormai scomparso purtroppo, ma che resterà sempre nella storia.

Fūma Kotarō

Andiamo indietro nel tempo. E iniziamo da un nome noto, tra gli storici giapponesi. Specialmente per le sue associazioni a scuole fake.
Fūma Kotarō, noto anche come Kazama Kotarō, del quale se fate una ricerca, a parte romanzi, cartoni animati, e storielle su siti di basso livello di scuole guarda caso solo occidentali, non si sa assolutamente niente di certo.
Le sue storie sono molto confuse, per lo più leggendarie e romanzate. Non vi è nulla di chiaro e attendibile se non teorie varie sulle sue imprese. Si, magari è esistito, certamente, ma cosa ha fatto di certo, poco si sa. E sicuramente, è parecchio improbabile che dopo più di 460 anni circa, dalla sua morte, la sua verità e il suo lignaggio si trovino dall'altra parte del mondo.

Si tratta di un mercenario vissuto verso la fine del Periodo Sengoku. Veniva da una famiglia lontana da Iga e Kōga, quindi le sue arti erano un surrogato di quelle degli originari clan shinobi. Il clan fūma era piccolo, e composto per lo più da criminali, ed utilizzò tali tecniche principalmente per scopi immorali. Mercenari venduti al miglior offerente.

Ancora oggi non esistono fonti certe sulle vere attività di Fūma Kotarō e il suo clan, verso gli Hōjō.
Si parla che potrebbero essere stati altri "ninja", a servire gli Hōjō. Che un gruppo di shinobi fosse stato per un intervento, al servizio del clan Hōjō di Odawara si, c'è qualche fonte storica che lo asserisce, ma che fossero proprio i Fūma, non è certo.
Tale confusione avviene per i nomi trovati nei manufatti storici. Questo gruppo, veniva chiamato con vari nomi, ad esempio compare spesso la parola "Rappa" associata ai servi shinobi degli Odawara. Ma non è stata trovata storicamente alcuna certezza che fossero proprio i membri del clan Fūma ad essere chiamati così.
In ogni caso, qualunque sia stata la realtà della loro esistenza, in tutti gli scenari, racconti, romanzi e leggende, costui insieme al suo gruppo di balordi, viene giustiziato per i suoi atti criminali. Per cui la loro disfatta per condanna a morte, è comunque in ogni caso, una cosa certa.

Cenni storici di titolo accademico, e dunque di fatto attendibili, asseriscono che gli shinobi fūma essendo di basso rango sociale, sono stati senza dubbio degli analfabeti, poiché al tempo in cui hanno vissuto, saper leggere e scrivere, era un privilegio per pochi, e riservato per lo più ai nobili e ai samurai. Pirati e briganti specialmente, erano analfabeti in toto, e non erano dunque in grado di trasmettere lignaggi in codice su pergamena. Questa è una delle tante prove, che costoro non hanno mai potuto creare rotoli che riportassero il retaggio di Fūma Kotarō e della cosiddetta scuola Fūma-ryū, ormai estinta definitivamente.

Una delle storielle ignoranti dei fake che si associano a costoro, leggendo in giro che i fūma erano "pirati", asserisce che essendo "pirati", i fūma abbiano viaggiato per mare portando il loro lignaggio oltre oceano.
Ridicolo. Il Giappone, solo all'alba del Periodo Edo, nei primi del 1600 costruì navi in grado di viaggiare per il mondo, grazie a William Adams. Prima di allora, solo Olandesi e Portoghesi, viaggiavano per mare tra Europa e Giappone, e nessuna delle loro navi, è mai stata presa da "pirati". Sono fatti storici indiscussi. Nella traduzione giapponese dei reperti storici, i "pirati" tra l'altro, non erano per forza uomini di mare (cosa che ovviamente essendo ignoranti, asseriscono i fake). Nel caso dello studio della parola "pirata" giapponese, essa è utilizzata nei cenni storici, ma si parla di "pirati delle montagne", non di mare. I "pirati", in questo caso, erano intesi anche come briganti di terra.
E questo erano i fūma, solo dei balordi criminali di terra.

Ma mettiamo fosse vero, per assurdo, che erano pirati di mare. In tempi di pace dominata dai Tokugawa, che hanno tenuto sotto stretto controllo ogni movimento marittimo che passava dal mondo al Giappone, per quasi trecento anni. Come e quando? Un misero gruppo come i fūma, (tra l'altro andato distrutto parecchi, ma parecchi anni prima), composto non da un esercito, ma da un pugno di balordi, è risorto dal nulla ed è uscito dal Giappone indisturbato?
E come mai una cosa così eclatante non risulta nei libri di storia, e non si è mai saputo niente di niente per secoli, mentre oggi, in occidente, si sa tutto?
Sono palesemente, storie senza capo ne coda. Perchè? Perchè non esiste alcun retaggio Fūma-ryū oggi.

Sono morti all'incirca più di 460 anni fa, è davvero improbabile che tale lignaggio sia sopravvissuto indisturbato senza essere stato notato o dichiarato. E guarda caso, in Giappone dove ha origine, nessuno dichiara la sua esistenza e presenza, o addirittura la sua realtà. Mentre in occidente ci sono addirittura i sōke, ovviamente nascosti dietro siti e pagine social dalla grafica scadente, molto trash, e dai contenuti di dubbio gusto, o infima qualità. Pagine che sembrano più degli squallidi bot, senza nessuna validità e serietà, piuttosto che di persone serie e attendibili.

Difatti, se fate una ricerca su Fūma Kotarō, e scrivete su internet in qualsiasi lingua, parole come "dokuro tai" e altre parole inerenti a Fūma-ryū, si trovano solo riferimenti a forum che li criticano per la loro inesistenza, a romanzi, a cartoni animati, e niente di storico, reale e presente in Giappone. E per quanto riguarda le arti marziali, troverete solo riferimenti guarda caso a queste organizzazioni sportive occidentali di proprietà di queste strane organizzazioni.

Esiste una figura associata a questi sōke e alla trasmissione Fūma. Si chiama Harunaka Hoshino, un personaggio smentito storicamente più e più volte dagli esperti storici. Che tra gli anni 70 e 80, ha lanciato dei video spacciandosi per "ninja", per guadagnarsi da vivere.
Tra l'altro dalla cattivissima fama in Giappone, auto profetizzatosi discendente e rappresentate della Fūma-ryū. Senza alcuna prova. Infatti è il fake ninja per eccellenza a detta degli esperti. Da tempo in Giappone, è stata confutata tutta la storia di costui, dalla falsità e invalidità del suo sistema di arti marziali, alla falsità delle sue organizzazioni, dichiarandolo in toto e ufficialmente "il top fake ninja", non sono parole mie. Sono note tra l'altro, anche parecchie azioni illegali, come il furto e la truffa, compiute da Hoshino. Insomma, un bell'esempio del piffero.

L'unica cosa che resta di Fūma Kotarō e il suo clan dunque, sono solo leggende alla rinfusa e il nulla.

No, non è un accanimento ripeto, è realtà e senso civico verso chi non sa queste cose, e può essere preso in giro da personaggi invasati, esaltati e fuori luogo, che come bambini invasati che non sanno cosa fanno, e giocano ai ninja mascherati con i passa montagna, facendo rituali stupidi, e se ne vanno in giro esaltati offendendo la memoria storica di personaggi del Giappone feudale.

Io non mi permetterei mai di appropriarmi del lignaggio di altri, o peggio del nome di personaggi storici importanti, che siano stati criminali o meno, solo per farmi un nome e ottenere fama. È una cosa a dir poco disgustosa, di basso livello e priva di dignità, rispetto e onestà.

Le scuole associate a Fūma Kotarō, addirittura, molto ridicolmente, definiscono il loro "Hombu Dōjō", il Museo Ninja sito nel castello di Odawara in Giappone. Ciò è parecchio imbarazzante, (ora spiego perchè).
Il castello di Odawara è conosciuto come luogo associato simbolicamente ai "ninja", e attira molti turisti.
Non essendoci ufficialmente nessuna eredità Fūma-ryū dichiarata, non esiste infatti, nessun sōke in Giappone che si è presentato ufficialmente come tale, a reclamare e sostenere il lignaggio. L'unico "sōke" esistente, è un fake ovviamente, infatti in Giappone non mette piede. Ma i fake, non essendo mai stati in Giappone, e non conoscendo la vera storia, e non essendosi mai allenati con veri maestri, non hanno idea di ciò che dicono, e di ciò che fanno.

Nei pressi del castello, si c'è un "Dōjō", e alcune aree di studio e addestramento, che fanno parte del Museo Ninja del posto, dove alcuni praticanti di arti marziali amatoriali, "non veri ninja" come Hiroshi Jinkawa "Sensei", un esperto studioso, (non uno shinobi, o erede di fantomatici clan), ma esperto studioso e praticante, per lavoro, fa fare "l'esperienza ninja" ai turisti, facendoli vestire da shinobi per gioco, istruendoli sulla storia, spiegando cose interessanti, e facendogli fare un "allenamento" simbolico.
Ovviamente si tratta di esperti, ed è una esperienza che consiglio vivamente se vi capita di andarci. Io ci sono stato, posso assicurarvi con certezza, che ne vale la pena. Parecchio interessante ed istruttivo.

In Giappone, i giapponesi che ci lavorano e non, quando ho chiesto delucidazioni sulla Fūma-ryū, mi hanno tutti detto per filo e per segno, tutto quello che ho appena scritto nelle ultime pagine.
Con parecchia superficialità sull'argomento, quasi fosse la storia di un fumetto.
Infatti, a detta loro; "le storie che usano gli occidentali sulla Fūma-ryū sono più consone a dei fanatici o ad un anime, che ad una scuola seria", (parole loro non mie).

I fake legati alla Fūma-ryū, oltre le sciocchezze che dicono, fanno anche altro.
Usano impropriamente ed irrispettosamente, questo Mon:

L'emblema del clan Hōjō, una famiglia secolare, storicamente importante, con la quale Fūma-ryū non ha assolutamente niente a che fare.
E adesso spiego perchè si collegano al castello di Odawara e al clan Hōjō.
Questi fūma mercenari, nel tardo Periodo Sengoku (si crede) che finirono al servizio del clan Hōjō di Odawara, e vennero assunti appunto, come mercenari. Nel 1590 Toyotomi Hideyoshi assediò il castello di Odawara, che alla fine cadde, e il clan Hōjō fu costretto ad arrendersi e diventare suo vassallo, e di questo gruppo di servi di cui il clan Hōjō si era servito, non si seppe più nulla.
Dunque, solo al tramonto del clan Hōjō quest'ultimo si servì di un gruppo di mercenari, e furono assoldati per un unica azione.
Ciò non fa dei fūma dunque, membri del loro clan. Ma nella maniera più assoluta. E non è vero che erano "i ninja del clan Hōjō".
Ridicolo. Una volta compiuto ciò per cui furono stati assoldati, e pagati, la storia finì li, definitivamente.
Storicamente è chiaro ed appurato tutto questo.

Jinichi Kawakami, in uno dei suoi video su Nindo Channel, parla del castello di Odawara, e della (Leggenda) senza certezze, del clan fūma.
Asserendo ciò che dicono gli storici esperti. Ovvero che si, nei testi storici vi sono narrazioni che parlano di shinobi assoldati dalla famiglia Hōjō, chiamati Rappa nei testi trovati, e che qualche riferimento dice anche fūma. Ma non si hanno informazioni certe su di loro.
Nessuna, poiché le informazioni non sono tratte da documenti storici ma da racconti/libri/romanzi (storici) è ben differente.
I documenti storici invece parlano solo di Rappa, e siccome i Fūma appartenevano a questa categoria, si suppone che probabilmente potesse trattarsi di loro. Se i fake legati a  Fūma-ryū hanno prove contrarie da mostrare al Giappone perchè non lo fanno? Perchè non pongono fine alle affermazioni degli storici, difendendosi una volta per tutte, cessando gli insulti verso i loro confronti?
Il perchè è chiaro, non hanno prove, non hanno un bel niente di niente.

Queste foto le ho scattate in uno dei miei viaggi in Giappone, a Kamakura nei pressi del Tempio Kencho-ji, durante alcune ricerche sul clan Hōjō. Chi come me, studia con gli storici, e va in Giappone a studiare, e a praticare, conosce a fondo, la realtà di certe cose.
Le loro congetture e ideologie, campate per aria per sostenere la loro grottesca causa priva di fondamenta, sono solo un invasato, fantasioso, guazzabuglio di ridicole baggianate.

Fūma-ryū non ha né un simbolo né un mon, ed è storicamente provato.
Dunque l'uso del mon del clan Hōjō, è ignorante, fuori luogo, e irrispettoso.
Ma essendo ignoranti ed incompetenti, i fake offendono una cultura e una famiglia storica, senza sapere cosa fanno come i bambini.

Bisogna conoscere la storia, e non da Wikipedia, ma da libri accademici e interagendo con storici giapponesi, c'è poco da fare.

Bisogna studiare sul campo e con le persone giuste, laureati ed esperti in storia del periodo feudale giapponese.
È l'unico modo per non farsi abbindolare e prendere in giro, perchè si tratta della storia di un luogo molto lontano, sconosciuto agli italiani, che a stento conoscono la loro di storia. Si tratta di un mondo misterioso che in occidente può essere frainteso con fischi per fiaschi, o addirittura stravolto per scopi di dubbia moralità come in questo caso.

Purtroppo esistono centinaia di migliaia di finti maestri al mondo, non solo col "ninjutsu".
Scuole enormi, più piccole, o emergenti, che sfruttano l'ignoranza della gente.
Governate da Invasati da setta, fanatici senza morale e competenza, che giocano credendosi stregoni e guerrieri.

Come fanno in altri blog, maestri e studiosi veri, ho voluto esprimere con questo articolo, l'astio ripugnante riguardo questa parentesi, e informare onestamente il pubblico di questa realtà, esprimendo una personale opinione, doverosa e coscienziosa a riguardo, semplicemente per moralità e rispetto nei confronti di chi studia e lavora davvero, e di chi ha studiato per anni e si è fatto il mazzo per arrivare dov'è, davvero.

Il "ninja" ha sempre affascinato la cultura popolare, ed è sempre stato una bella fantasia per chi pratica arti marziali. Il fenomeno "Ninjutsu" invece è sempre stato all'ombra, fino a quando Hatsumi Masaaki con la Bujinkan, e i suoi seguaci, per farsi pubblicità e un nome, hanno fatto esplodere su internet, il fenomeno "ninjutsu", con seminari approfonditi, video di vario genere, fino ad addirittura realizzare tutorial.
E negli ultimi vent'anni circa, sono saltati fuori più "retaggi ninja" di quanti ne siano esistiti in realtà.
E guarda caso, tutti in occidente.

Come mai questa cosa? ... Direi che è già palese di suo, se ci si riflette bene, l'unione tra questi video tutorial e i fake maestri ninja.

Oggi, al tempo dell'ego massimo, e dell'esaltazione della mediocrità, l'uomo medio e senza talento, insegna.
E così, chi è invasato e incapace, ma sa parlare bene, molto bene, tende a seguire la via più facile e inventarsi le cose piuttosto che studiarle e saperle farle davvero.

Io mi auguro, che si torni alla qualità di una volta, e ci si impegni a studiare e a praticare seriamente con pazienza e abnegazione.
Posso tollerare le evoluzioni, gli adattamenti ecc. Anche la mia disciplina ad esempio è un ibrido riadattato, perchè nel tempo, alcune mancanze, sono state adattate e migliorate usando alcune pratiche cinesi. Ma almeno io lo dico onestamente, non mi nascondo dietro personaggi storici per crearmi una figura credibile, infangando la loro memoria e realtà.

Spero che chi legge e si sente tirato in causa, si faccia un esame di coscienza e non si faccia venire il prurito perchè non ha senso mettersi nei guai dandosi la zappa nei piedi da solo.
Non c'è competizione, o concorrenza, e di certo non siamo nemici. Un nemico è qualcuno con cui confrontarsi, questi sono solo miserabili insignificanti poveretti da ignorare.

La bellezza di intraprendere un percorso, godersi ogni insegnamento, ogni sconfitta, viaggiare e capire se stessi crescendo spiritualmente, non ha prezzo. Io posso solo consigliare a questi elementi di abbandonare queste idiozie e fare sul serio cominciando a studiare come si deve e veramente le discipline tradizionali in cui ripongono una mal riposta passione, trasformandola in esaltato fanatismo invasato, mentendo agli altri e a se stessi.

Niente odio, niente, rancore, solo l'opportunità di riflettere sulle proprie azioni, e migliorarsi.
Poi certo, a ciascuno il suo, e faccia cosa vuole. E a ciascuno il maestri che merita.

 

Scolaro Giuseppe Simone ジュセッペ シモネ スコラロ