Influenze Marziali

Kojiki-ryū, prende il nome da un antico libro Giapponese, il quale titolo significa letteralmente "cronaca di antichi eventi". Tale nome è stato preso in codice, per rammentare una scuola dedita alla raccolta di informazioni, e custodirle con gelosia.
Una scuola atta al confronto, e alla registrazione di ciò che avviene durante le varie esperienze di combattimento e studio.

L'apertura mentale, è alla base di una scuola che ha un futuro, perchè non va mai sottovalutato nulla, o visto con superficialità. E bisogna mai essere convinti che ciò che si fa è unico e invincibile, perchè è il primo passo verso la sconfitta.

Bruce Lee, famoso maestro di arti marziali, una volta disse:

"Una disciplina statica non sarà mai realmente efficace al 100%, ma una che assume tutte le forme si. Perchè si deve tendere a semplificare, ad essere rapidi e non perdere tempo.

Quando si scolpisce, si toglie il grosso per giungere l'essenziale e rivelarne in fine la verità.

Un tipo di combattimento senza posizioni fisse, senza movimenti precisi è sicuramente più efficace di uno basato su movimenti statici ed etichettati.
Il vecchio formalismo delle arti marziali solidifica quello che una volta era fluido.
E' una prova di caparbia devozione, ma a percorsi ormai superati, che non possono più condurre da nessuna parte. La conoscenza che abbiamo acquisito non deve essere un peso che ci impedisca di muoverci con agilità. Troppi movimenti fissi, In questo modo il combattimento diventerà troppo lungo, e non va bene."

(Bruce Lee non ha la mia ammirazione, non è mai stato un maestro che ho apprezzato, a causa del suo discutibile stile di vita, e dei suoi modi da spaccone arrogante, poco adatti secondo me ad un maestro che si rispetti. Per non parlare del modo in cui ha ridicolizzato le arti marziali nei suoi film trash. Tuttavia è stato uno di quegli uomini, che ne nascono uno ogni 100 anni o più, e che ha dimostrato grandi capacità. E quindi, riconoscendo ciò, anche se non ha la mia ammirazione, ha il mio rispetto).
E sicuramente sono d'accordo con le parole, citate poco fa.

Bisogna ovviamente mantenere con rispetto e devozione quella che è "la tradizione", continuare a studiarla e a diffonderla pulita e originale, generazione dopo generazione, per renderla sempre attuale con i tempi.  Le basi fondamentali per imparare il vero combattimento, che ci sono state riportate dagli eroi sopravvissuti alle antiche guerre dei feudi sono immortali e preziose.  È importante dunque adattare la vecchia forma, ed evolverla al tempo che ci viene incontro senza deturparla.

Rinunciare al banale movimento da "Tatami" e non farsi trascinare dai passivi tempi che rendono il tutto uno sport, dove contano solo punti in cui una mossa A vince contro una mossa B, simulata e costruita sulla base della stessa linea.
Fuori, nel vero campo di battaglia, non c'è una sola linea, e oltre alla mossa A e B, ne possono esistere altre. Nel combattimento reale non ci sono regole, e non esiste alcuno schema specifico. Io nelle mie esperienze ho combattuto, in strada purtroppo, parecchie volte, crescendo in quartieri malfamati, in gabbia, e sui ring per provare a me stesso qualcosa in tempi dove la mia maturità veniva meno. Ne ho prese, tantissime, e ne ho date, altrettante. Ma il tutto avvenne per una frase particolare che diceva spesso Sensei S.K: Tutto ciò che non è applicabile nella realtà, non merita alcuna considerazione, perchè è solo una coreografia sportiva".

La scuola Ninjutsu Kojiki-Ryū è giovane, il suo retaggio ninja no, poiché discende dai guerrieri Kōka-ryū del periodo Sengoku.
Intorno al 1800, la scuola abbracciò con parecchie difficoltà l'interesse per le discipline cinesi, e dopo tentativi su tentativi, nel cercare di rompere le mura del razzismo, gli antenati Yuki no Senshi, sono riusciti ad abbatterle e a trovare dei maestri. Il Wing Chun永春, il Tàijíquán太极拳 e il Qì Gōng氣功, hanno contribuito alla nascita di questo stile di arti marziali ibrido, che è il risultato di tecniche Cinesi e Giapponesi fuse in un unica arte in modo. impeccabile e perfetto, fusi con una incredibile naturalezza. Studiate e poi codificate per creare quella che è un’arte marziale completa e versatile sulla fluidità e sulla rigidità. Ma specialmente per creare un'arte marziale efficacie nel combattimento reale, e che si adatti costantemente ad ogni era.

Grandi Maestri

Al Dōjō Yuki no Senshi c'è una parete, chiamata la "parete dei grandi" nella quale si trovano le foto dei grandi maestri fondatori, e dei maestri che più ammiro e rispetto, come ad esempio:

Morihei Ueshiba, IL Sensei, un esempio di lucidità, controllo e tecnica.

Il grande Ip Man, che ho conosciuto nel 2003 studiando col mio Sensei la storia del Wing Chun, spiegandomi l'influenza di questa disciplina in molte nostre tecniche. Quindi molto prima della moda banale scaturita dai film.

Masaaki Hatsumi, Ishizuka Tetsuji e Kacem Zoughari, i grandi della Bujinkan, persone veramente straordinarie e maestri davvero validi.

Jinichi Kawakami, uno dei discendenti ninja più diretti al clan Kōka.

E altri fondatori di discipline oggi famose in tutto il mondo.

Questa parete rappresenta il rispetto, la mente aperta, e abbracciare ogni cultura senza denigrare niente e nessuno, perchè ciascuno, può giungere alla fine del percorso usando altre vie, ma alla fine del percorso, ci ritroveremo tutti, perchè l'obbiettivo, è comune.

Sensei Scolaro Giuseppe Simone ジュセッペ シモネ スコラロ