Biografia

Lo scopo di questa esclusiva scuola privata, di Arti Marziali Tradizionali, con sede a Catania, è di accogliere in questo Dōjō indipendente, allievi scelti dopo un accurato colloquio, che avranno:
• Una straordinaria cultura e conoscenza del mondo Giapponese e Cinese.
• Far parte di una catena di discendenza secolare che porta avanti nel tempo gli antichi retaggi dei guerrieri Ninja e Samurai.
• Una famiglia, sempre unita, che insieme lavora sodo, e si diverte con serenità e amore, vivendo un mondo di esperienze collettive.
• La capacità di combattere con coraggio, uno o più avversari, a mani nude o con qualsiasi arma, tradizionale e non convenzionale.
• La conoscenza della scienza del corpo, della strategia e della natura.
• Controllo, agilità, flessibilità e resistenza.
• Una profonda coscienza di se, ed un livello spirituale e intellettivo elevatissimo.

Il tutto, se meritato, e se si possiederanno queste quattro virtù:
• Pazienza
• Rispetto
• Volontà
• Intelligenza

 

Il Dōjō Yuki no Senshi nasce nel 2015, letteralmente dal nulla. Costruito interamente dal Sensei S.G.S e i suoi allievi, come in una favola, da un sogno, realizzato dalla volontà, dalla passione, dall'impegno e dall'amore. Man mano negli anni, il Dōjō Yuki no Senshi ha cominciato a prendere forma e con lui anche i suoi allievi.
Oggi si presenta come una casa, in perfetto stile Giapponese, un luogo unico nel suo genere a Catania, colmo di cultura e ricco di praticanti esperti. Che ospita una vera e propria famiglia, unita e forte.

 

Sensei Scolaro Giuseppe Simone commenta:

Il mio cognome è Scolaro, e sono un Sensei. Può sembrare una contraddizione, ma in realtà ha stimolato una citazione ideata da me sulla quale baso i miei principi: "Non fidarti mai di chi insegna, ma solo di chi studia".

Sono stato addestrato ben quindici anni da un giapponese.
Chi era, non vi interessa. Il rapporto confidenziale di estremo rispetto e fiducia che abbiamo avuto, e ho ancora oggi con la sua famiglia, è più importante di mostrare credibilità ad un pubblico di fantasmi su internet per ottenere cose insulse come like e follower. Non romperò il patto, e il legittimo desiderio di pace, e privacy che la famiglia del mio maestro mi ha imposto.
Le risposte ci sono ovviamente, ma in privato. Se devo farmi conoscere da un pubblico, userò la mia faccia e le mie abilità, non loro.

Non ho mai avuto maestri occidentali prima dei 30 anni, quando mi sono unito anche a Bujinkan nel 2015 e ho iniziato a praticare anche con gli italiani. In questo link racconto come:

https://www.ninjutsukojiki.com/post/15

Cosa mi ha insegnato il mio Sensei? Non lo dico di certo su internet, preferisco mostrarlo con i fatti e la mia conoscenza, direttamente sul campo. Non ho nulla da dimostrare ad estranei sul web.
Come nasce la scuola? In questo link ne parlo:

https://www.ninjutsukojiki.com/post/20

Mi viene affibbiato il ruolo di Sōke della giovane scuola Kojiki-Ryū.
Io in realtà sono diventato maestro prima di quanto volessi, e ho iniziato questa carriera in modo davvero immaturo, oltre che depresso per la prematura scomparsa del mio unico vero maestro S.K. Anni dopo, ho iniziato ad avere più saggezza, ma ho sempre da imparare dalla vita.

Si, è vero, possiedo un Menkyo, rotoli codificati, e l'eredità di una Ryū, consegnata in valutazione ai giapponesi, e ufficializzata.
Io non voglio lasciarla morire, e ho fondato una scuola in questo periodo di budō, ideando con la codifica che possiedo, uno schema di studio strutturato sulle scuole moderne di arti marziali giapponesi. Poiché
io non ho appreso la disciplina con cinture e dentro una fereazione. Devo ammettere che si, sono nato per insegnare, e creare campioni, inutile fare l'ipocrita. Ma mi reputo più un cultore e custode di antiche tradizioni, e si, un guerriero vero, poiché sono capace di compiere realmente le prodezze che i bushi eseguivano sui campi di battaglia. Quante botte che ho preso nella mia vita, e quante ne ho date ... adoro combattere, e sentire il dolore della lotta addosso. Ma detesto incredibilmente, combattere per fare spettacolo.

Sono stato quindici anni l' Uchi-deshi di una figura per me importantissima, a conoscenza di alcune pratiche Ninpō e Bujutsu.
E sono stato addestrato duramente per diventare maestro e possessore di questo lignaggio, chiamato in codice, Kojiki-Ryū.

Una volta acquisita la completa conoscenza, pratica e filosofica, di queste due vie, mi sono specializzato nell'arte della spada giapponese, e nel combattimento reale corpo a corpo.

Quando poi, ho scoperto in avanzato addestramento, alcune intime pratiche tecniche, ed esoteriche di alcune koryū, ho sviluppato una passione ed un amore, per la storia del periodo feudale giapponese, che ho iniziato a studiare senza più fermarmi.
Nel 2010, il mio Sensei ci ha lasciato, ed è venuta a mancare una figura per me ormai paterna. Ma la mia voglia di andare oltre, e migliorare me stesso, non è mai venuta meno, in suo onore, e in onore di ciò che mi ha insegnato. Così ancora oggi, studio, e pratico con nuovi maestri ed esperti di storia, giapponesi e non. (anche se con i giapponesi mi trovo meglio devo ammettere).

Le persone sono convinte che la figura del "ninja" sia quella del tizio vestito di nero, che sale sui tetti e uccide i nemici con armi strane come le famose stelle appuntite.
E che il "ninjutsu" sia la disciplina che rappresenta questi tizi mascherati.

NON È ASSOLUTAMENTE COSì.
Immaginate uno scemo tutto vestito di nero e incappucciato che girovaga per la città conciato così, bella spia segreta del piffero, ridicolmente sgamato e parecchio sospetto agli occhi di chiunque.

L'era moderna, specialmente in occidente, gioca un ruolo di stupro della storia. Poiché l'occidente ha un naturale atteggiamento d'incredibile superficialità e mancanza di rispetto verso tutte le parentesi culturali asiatiche che tende spesso a ridicolizzare.
Otre che trasformare la passione in fanatismo, e giocare un ruolo orribile nella pratica delle arti marziali, che finiscono con facilità nelle mani di invasati più dediti a generare una setta piuttosto che una scuola.

La figura del ninja è contorta, poiché l'esistenza degli shinobi, è avvolta nel mistero, mentre l'esistenza del ninjutsu non è un mistero.
Cosa intendo dire con questo? Proverò a spiegarlo in parole povere.
La parola Jutsu 術 implica l'abilità di saper praticare un'arte.
E i metodi comunemente associati agli shinobi (tali jutsu), erano in realtà praticati, ed applicati, da qualsiasi bushi o scuola koryū. Pratiche come Shuriken-jutsu o Kuji-kiri ad esempio, non erano jutsu praticati esclusivamente dai "guerrieri ombra leggendari" chiamati nell'era moderna "ninja".

I ninjutsu dunque, è vero che non sono altro che una serie di tecniche ed abilità speciali, e peculiari, praticate da alcune unità, sparse in luoghi specifici del Giappone. Jutsu dei guerrieri nascosti nei boschi senza padrone, chiamati shinobi, non convenzionali e poco onorevoli per la maggior parte delle nobili casate samurai.
Tuttavia, non è vero che erano praticati solo da questi personaggi misteriosi.

Ogni azione di spionaggio compiuta non convenzionalmente, era "ninjutsu" e moltissimi bushi (samurai) sono stati protagonisti nella storia all'uso di queste arti.
Arti in cui ci si impegnava ed applicava duramente, per apprendere appunto "jutsu" non convenzionali, per combattere, fuggire, o compiere azioni di spionaggio.
E in maggior saggezza nelle pratiche esoteriche, raggiungere "altezze" spirituali considerevoli.

Altro che guerrieri mascherati e mistici assassini con capacità sovraumane. Maledetto Naruto. Quest'era moderna ha innalzato il ninja e il ninjutsu, in un piedistallo di abnormi balle. E ormai le persone non pensano altro che questo del ninjutsu. 

Ma allora i ninja esistevano davvero o no? Io lo so. Ma a questa domanda rispondo solo dentro il mio dōjō.
Cercate uno storico, vero, non quelli che si dichiarano storici imparando da wikipedia, o meglio ancora andate in Giappone, e cercate gli storici giapponesi. E scoprirete ogni cosa sulla verità, ve lo assicuro.

Perchè noi Yuki no Senshi diciamo che siamo ninja e ci vestiamo da ninja in certe occasioni o fotografie?
Per incuriosirvi. Perchè ci adattiamo e giochiamo con i tempi che corrono e col pubblico.
Perchè io ambasciatore di cultura giapponese, e voglio attirare le persone alla splendida tradizione e cultura del Giappone.
Vallo a spiegare agli ignoranti occidentali (in questa materia), che ormai hanno quell'immagine iconica inchiodata nel cervello, quello che ho appena espresso, e che ciò che credono di sapere sui ninja non è altro che una valanga di volgari sciocchezze ...
Dunque ci presentiamo intanto con la figura del ninja (per come la volete vedere voi), chiamandolo in pubblico ninjutsu, e non ninpō come dentro la nostra scuola, perchè più familiare alle vostre orecchie, giocando con voi, facendoci anche un po' di pubblicità già che ci siamo. Adattandoci all'era moderna che "vuole il ninjutsu associato ai ninja, e che vuole vedere i ninja in un certo modo", poi ... se il caso lo vuole, le risposte arriveranno da se.


Sia chiaro quindi che sul web, e sui palchi agli eventi, stiamo giocando, e ci stiamo divertendo col pubblico, non siamo assolutamente seri in questi contesti. Per niente.

Come i colleghi del Giappone, noi facciamo video e foto con abiti tradizionali, leggendari, e moderni, ma solo per accontentare un pubblico che vuole vedere gli shinobi così, e divertirci. Punto. Non c'è nulla di serio in queste parentesi.


Solo una volta dentro il mio dōjō, vi spiegherò che quello che credete di sapere sui ninja, è tutta una sciocchezza, e che c'è molto di più da sapere e imparare sul ninjutsu, molto più da apprezzare, appassionarsi e da proteggere, custodire con cura e determinazione. E a quel punto, aprendovi gli occhi, e dopo aver ripulito il vostro cuore e la vostra mente dalle idiozie, colmerò quel vuoto con la vera tradizione, e la vera disciplina.

Io non ho bisogno di fama, i soldi delle persone non sono assolutamente la mia priorità, difatti, non voglio assolutamente mille persone al mio Dōjō, si farebbe solo una gran confusione. E io ci tengo a guardare meticolosamente ogni movimento dei miei allievi senza trascurare un solo secondo dei sloro passi.

Quel che mi interessa davvero, è solo la loro crescita, umana e spirituale, e farne dei guerrieri veri, coscienti e rispettosi della cultura che stanno apprendendo. Ed essere coscienti anche, della grandissima forza che si cela dentro di loro.
Voglio qualità non quantità.

Per questo negli ultimi anni ho insegnato in una struttura privata, a numero chiuso, nascosto e in pace.

Viviamo in un'era in cui purtroppo si deve campare in ogni modo possibile, e probabilmente mi aprirò al pubblico insegnado in palestre esterne, ma la dignità e l'onore del lignaggio, vengono prima dei soldi, prima di ogni cosa, sempre.
Lascio a chi vuole fare busines tremila allievi, a me ne bastano pochi.

Ho avuto la grande fortuna di essere stato addestrato da un grande maestro, e di avere la possibilità di scoprire un retaggio prezioso, e una cultura che mi ha aperto cuore e mente, dandomi modo di capire qual è il mio posto nel mondo, cercando e conoscendo altri grandi maestri. E grazie a questo, ho la capacità di insegnare agli altri le cose preziose che ho appreso nei miei 22 anni di pratica, e dare loro le mie stesse possibilità.

E dopo 22 anni di pratica, mi sento sempre agli inizi, ho sempre voglia di imparare e studiare ancora, cercando altri grandi maestri, cercando sempre, ancora oggi, nuovi lignaggi e nuove famiglie giapponesi con cui praticare, e da cui imparare cose nuove.

E sono davvero felice di esserci riuscito con tanta pazienza e volontà. E di riuscirci ancora oggi.

Purtroppo al momento non vivo in Giappone, la mia vera casa, dove c'è la mia cultura, la mia gente, e il mio cuore.
E i rapporti con i grandi maestri, e i miei nuovi studi, avvengono a singhiozzo viaggiando ogni volta che è possibile.

Attualmente, da un po' di anni, ahimè, vivo in Sicilia, un luogo che non capisco per niente, e soprattutto che non riconosco affatto come casa, che decisamente non fa per me. E non lo dico come uno schifoso leghista, il mio astio verso il sud Italia, è obbiettivo, vissuto, è una critica umana, e per chi è dedito alla giustizia e alla civiltà, irritarsi davanti alle sue bassezze è normale.

La Sicilia non è casa mia. Non è la mia gente, non è la mia cultura e non è la mia terra, sono proprio uno straniero qui.

È un luogo parecchio inferiore in molti aspetti, indecente, sporco, grigio, piccolo, monotono, c'è tantissimo degrado sociale e urbano, e un oceano di analfabetismo e delinquenza che predominano incontrastati.

Ed è un vero peccato perchè l'isola è davvero bella, ma purtroppo è affetta da questa malattia chiamata (siciliani). No, non è razzismo è un dato di fatto, ci vivo, so cosa dico e sfido chiunque a darmi torto. Certo non faccio di tutta l'erba un fascio, ma per un buon 80% è un indiscutibile un dato di fatto.

Quando a quattordici anni ho conosciuto il mio Sensei, in me si è stimolata la voglia di andare via, e l'ho fatto parecchie volte. Forse dico questo perchè ho vissuto per anni fuori, e ho a che fare da quasi tutta la mia vita con i giapponesi.

Ma questo posto non ha stimoli per me in nessun campo.

Il livello è parecchio basso in molti ambiti, c'è tantissima mediocrità e superficialità in molti settori.

E nelle arti marziali poi ... non ne parliamo.

Ci sono parecchie parentesi davvero imbarazzanti, come i tanti fake maestri, argomento parecchio assurdo e ridicolo.

E maestri titolati ufficialmente, ma comunque incompetenti.

Ci sono moltissime palestre di scarso livello, buone solo a regalare cinture nere dopo esami ridicoli, e per appendere medaglie e coppe inutili agli scaffali.

Per non parlare degli sport da combattimento che vanno di moda, colmi di bifolchi, tamarri e ignoranti, più dediti alle risse e a cose ben lontane dalla filosofia del budō.

(Ripeto non voglio fare di tutta l'erba un fascio ovviamente, ma dopo nove anni di esperienze quì, conto su un solo palmo di mano i maestri degni di stima e le persone "normali e civili" che ho conosciuto.
L'80% di ciò che ho visto, confermo che è quello che ho descritto con obbiettività e cruda onestà).

Davanti a tutto questo degrado, la popolarità Siciliana non mi interessa minimamente.

Quì dominano quelli che chiamano "zaurdi", (il tumore della Sicilia), l'sola è irrimediabilmente loro.

Ed è apprezzato solo il movimento trash e tamarro. Basta guardare come sono ridotti i maestri esaltati dagli ignoranti in questo luogo, per capire a cosa mi riferisco.

Visto dunque, che tutto ciò non rientra minimamente nei miei interessi, per questo ho deciso di isolarmi e nascondere la mia scuola, rendendola privata e difficile da trovare. Tenendo così alla larga tutta la mediocrità di questo posto, infischiandomene di una popolarità per me grottesca. Concentrandomi sulla qualità e non sulla quantità, facendo entrare chi ha intelletto, civiltà, chi merita, e ha voglia di studiare e praticare seriamente, in un ambiente sano, di reale valore, ed istruttivo.

I miei allievi devono saper combattere veramente, spietati contro uno o dieci persone, ma allo stesso tempo devono avere dieci cervelli, la cultura e la saggezza di un maestro, l'educazione, il rispetto e l'intelletto, l'umiltà e la dignità.

I pavoni e palloni gonfiati, li lascio agli altri, e a chi vuol fare soldi e avere gloria e fama su una folla di ignoranti bifolchi.

In Italia ho solo il nord, per avere qualche stimolo, e allenarmi con maestri al mio livello, o meglio ancora, superiori a me e degni di nota, da cui imparare qualcosa.

Ogni volta che torno dai miei viaggi studio in Giappone poi, sono davvero a pezzi ...

Io odio tantissimo vivere in Sicilia, ma al momento le cose stanno così, e la pazienza, l'adattamento, anche queste sono peculiarità shinobi, con cui devo fare i conti ogni giorno.

Ma nonostante questo triste disagio, sono stato molto fortunato.

Ho una moglie davvero eccezionale, e ho trovato inaspettatamente, (scavando in parecchio, ma parecchio fango), delle persone meravigliose e in gamba, riuscendo a mettere su una squadra davvero straordinaria, che dimostra anno dopo anno, dedizione, impegno, talento, disciplina e costanza.

Ma specialmente, delle persone parecchio in gamba, (per me troppo sprecate in Sicilia).

Alcuni miei allievi sono con me da moltissimi anni, e mi è stato chiesto da esterni, perchè non hanno la cintura nera. Le cinture e i Dan non servono a niente, sono spazzatura

Sono solo dei promemoria tecnici e burocratici, roba moderna.

Le mie "cinture verdi", sono ai livelli di tanti maestri Dan di quest'isola, cosa constata più e più volte in tante occasioni, (e io non faccio mai chiacchiere a vuoto come i ritardati, lo sapete bene, parlo sempre e solo a fatti compiuti e appurati), e questo dimostra che livello di qualità c'è in giro. Le mie cinture nere, vanno al di là della forza, e i livello che pretendo è davvero altissimo.

Il mio Dōjō è nascosto, ma noi ci siamo eccome! Ci mettiamo sempre in gioco e alla prova mostrando, la faccia, fieri di ciò che siamo e facciamo, sul web e in ogni evento, divertendoci e imparando insieme, siamo parecchio uniti e determinati.

Certo con parecchia difficoltà, perchè siamo impacciati dal mostrare il meno possibile.

Visto come stanno le cose tra, fake e incompetenti affamati di video, siamo propensi a non fare tutorial, e a mostrare solo abilità, senza troppe spiegazioni chiare, e non è facile farsi conoscere, e mettere la faccia sul web, limitandosi così tanto. Ma bisogna essere professionisti anche in questo.

Ma bando ai balordi, e ai disagi, io ho i miei allievi. Quando rivedo i miei ragazzi, mi ritorna una boccata d'ossigeno e di vita.

Mai smettere di studiare, mai smettere di imparare, mai smettere di praticare! Mai smettere di farsi il mazzo! Mai fino a che c'è fiato!

E in questo mai, c'è anche; mai smetterò di ringraziare di aver trovato questa famiglia, che mi fa dimenticare, il grande disagio che ho, di vivere in Sicilia.

Andiamo avanti! Sempre insieme, mirando in alto!".