Biografia

Lo scopo di questa esclusiva scuola privata, di Arti Marziali Tradizionali Giapponesi e Cinesi, con sede a Catania, è di accogliere in questo Dōjō indipendente, allievi scelti dopo un accurato colloquio, che avranno:
• Una straordinaria cultura e conoscenza del mondo Giapponese e Cinese.
• Far parte di una catena di discendenza secolare che porta avanti nel tempo gli antichi retaggi dei guerrieri Ninja e Samurai.
• Una famiglia, sempre unita, che insieme lavora sodo, e si diverte con serenità e amore, vivendo un mondo di esperienze collettive.
• La capacità di combattere con coraggio, uno o più avversari, a mani nude o con qualsiasi arma, tradizionale e non convenzionale.
• La conoscenza della scienza del corpo, della strategia e della natura.
• Controllo, agilità, flessibilità e resistenza.
• Una profonda coscienza di se, ed un livello spirituale e intellettivo elevatissimo.

Il tutto, se meritato, e se si possiederanno queste quattro virtù:
• Pazienza
• Rispetto
• Volontà
• Intelligenza

 

Il Dōjō Yuki no Senshi nasce nel 2015, letteralmente dal nulla. Costruito interamente dal Sensei S.G.S e i suoi allievi, come in una favola, da un sogno, realizzato dalla volontà, dalla passione, dall'impegno e dall'amore. Man mano negli anni, il Dōjō Yuki no Senshi cominciò a prendere forma e con lui anche i suoi allievi.
Oggi si presenta come una casa, in perfetto stile Giapponese, un luogo unico nel suo genere a Catania, colmo di cultura e ricco di praticanti esperti.

 

Oggi, il Dōjō ospita una vera e propria famiglia, unita e forte.

La scuola nasce da una proposta che Sensei S.G.S classe 1985 fece al suo Sensei, S.K (1954 -2010). Nel 2009 quando Sensei S.K si trasferì nuovamente in Giappone, S.G.S chiese ancora una volta, il permesso di rompere la trasmissione da un solo maestro ad un solo allievo o al massimo tre. Dopo molti rifiuti negli ultimi anni di addestramento, Sensei S.G.S ottenne il permesso. Sconvolto dalla morte di Sensei S.K, passarono parecchi anni, prima di accettare con cuore libero il suo ruolo di maestro e successore, convincendosi ad abbandonare le palestre dove insegnava svogliato e senza fiducia, ed aprire una scuola cominciando a tornare in se e a fare sul serio.

Sensei S.G.S alias Scolaro Giuseppe Simone, o come lo chiamano negli ultimi tempi, i suoi amici ed attuali maestri in Giappone, Byakko-san, non è stato addestrato come oggi si viene allenati in palestra, con cinture, gradi ecc. Ma alla vecchia maniera, Dōjō e montagna, solo col sudore, la concentrazione, e le ossa costantemente urtate da un duro e rigido addestramento. Nel 2007 ideò un programma, uno schema e una classe di livelli per gradi e cinture, distribuendo la sua conoscenza dei Denshō (trasmissione scritta) Kuden (trasmissione orale), all'interno di un programma ben congeniato. Lo mostrò al suo Sensei S.K ma non ne fu entusiasta, così lo accantonò.
Quando decise di insegnare, lo rispolverò, ma solo all'apertura del Dōjō Yuki no Senshi, e quindi all'apertura della prima scuola ufficiale in Italia, lo mostrò interamente.

Oggi, il Dōjō Yuki no Senshi è una scuola ufficiale, riconosciuta in Giappone e Cina, grazie al duro lavoro di Sensei S.G.S, ripagato dalla straordinaria famiglia che insieme a lui, conduce l'antico retaggio Yuki no Senshi, verso il futuro.

 
Sensei Scolaro Giuseppe Simone commenta:
 

"Si ormai sono famoso per essere antipatico agli occhi di chi non accetta la verità. E mi sta benissimo.

Sono spietato, crudo e pungente, nell'essere sempre onesto e dedito alla verità, e alla giustizia.
Ma sono vero, onesto e obbiettivo sempre, in tutto ciò che dico, che sia positivo o negativo.

Essere ipocrita per avere la simpatia futile di un pugno di ignoranti ed estranei non mi interessa per niente.
La sete di fama e gloria è per chi è vuoto dentro ed insicuro di se stesso.

 

A Catania, la mia è l'unica vera scuola di ninjutsu ufficiale, riconosciuta dal CONI, ma specialmente, riconosciuta in Giappone.
Questi lignaggi sono giapponesi, non occidentali. E e le enti sportive atte solo a fare business, non sanno niente di arti Ninja e Samurai. Ma solo come sfruttare per denaro il loro peculiare fascino.
 
La mia scuola, a Catania, è l'unica di pura qualità, dove si apprende davvero l'originale cultura ninja e samurai.
Sfido chiunque abbia voglia di provarlo, a parlare con me, con chi è con me da anni, o meglio ancora, a venire al mio Dōjō a provarlo personalmente, e poi a dire che non è così.
La disciplina parla da se con i fatti, (senza abbassarsi al livello dei fake, a minacciare o fare il far west, quando viene messa in dubbio la propria bandiera. Questo tempo da perdere col (nulla) come le scuole fakem, non è contemplato da me, capiamoci.
 
Bujinkan Budō Taijutsu - Kojiki-Ryū Yuki no Senshi Clan - Musashi Clan - Banke Shinobi no Den - Bugeikan.
Queste sono le VERE ed UNICHE scuole shinobi/ninja, che conducono i lignaggi di queste figure giapponesi.
Autentiche ed ufficiali scuole, riconosciute dal Giappone, patria di questa disciplina.
Se si vuole conoscere veramente questa affascinante e peculiare parentesi storica giapponese, bisogna avere a che fare con queste scuole e chi ne fa parte.
Io ho la grande fortuna di esserci dentro, da ben 22 anni. E studiare con grandissimi maestri e praticanti giapponesi.

 

Eppure ... nonostante questo, io sono stato per molto tempo nascosto.
Può sembrare paradossale come cosa, ma se si riflette sulla peculiarità di uno Shinobi, non lo è affatto ...

 

Mentre gentaglia come i fake ninja di Catania, abbracciati ad individui viscidi come Salvini, che vende la Sicilia ai leghisti, sono a vista senza vergognarsi neanche un po'. Perchè più del rispetto, e del mantenimento di un lignaggio, prediligono fama, e denaro.
Fuma Ryu - Shin Fuu Ryu - Kuro Neko no Kai - Kuro Ryu - Kokuryu ' En, e bla bla, che dei ninja conoscono solo i cartoni animati e i video su youtube. Questi, sono tutti allo scoperto senza vergogna, a fare i fenomeni a modo loro, mascherandosi da ninja con i passamontagna.
Ma in realtà, se li osservate bene, sono solamente dei trash fenomeni da baraccone, chi è professionista e competente può evincere tranquillamente questa affermazione, solo osservandoli e facendo una ricerca su questi nomi.
All'estero, specialmente in Giappone, vorrei proprio vedere se fanno tanto i gradassi, possono inventare storie solo in una nazione di bifolchi, tamarri e ignoranti, attirati da ciò che brilla, senza sapere se è oro o bigiotteria.
Questi elementi sono senza dubbio appassionati della cultura giapponese e delle arti marziali, in particolare quelle ninja, (facili da camuffare, e su cui inventare baggianate perchè poco conosciute), amatorialmente si sono improvvisati maestri ed esperti, pur non essendo mai stati in un Dōjō del Giappone e non avendo mai conosciuto un giapponese che gli insegnasse qualcosa di vero e serio.
Non metto in dubbio che alcuni di loro, si siano inventati roba che potrebbe essere probabilmente efficacie a modo loro nella lotta da strada. Ma almeno che lo dicano, "l'ho inventata", piuttosto che di infamare una tradizione e lignaggi di gran valore, a cui non sono per niente legati.

 

Io, sono rimasto nascosto per vari motivi.
Se vuoi mangiare bene, non vai al McDonald's, che trovi facilmente ad ogni angolo, bramoso di ingozzarti di spazzatura.
Se vuoi mangiare bene devi cercare con attenzione, per trovare cibo di qualità.

Io non ho bisogno di fama, i soldi delle persone non sono assolutamente la mia priorità, difatti, non voglio assolutamente mille persone al mio Dōjō, si farebbe solo una gran confusione. E io ci tengo a guardare meticolosamente ogni movimento dei miei allievi senza trascurare un solo secondo dei sloro passi.

Quel che mi interessa davvero, è solo la loro crescita, umana e spirituale, e farne dei guerrieri veri, coscienti e rispettosi della cultura che stanno apprendendo. Ed essere coscienti anche, della grandissima forza che si cela dentro di loro.

Ovviamente, viviamo in un'era in cui purtroppo si deve campare in ogni modo possibile, ma la dignità e l'onore del lignaggio, vengono prima dei soldi, prima di ogni cosa.
E quì rispondo alla domanda che mi viene fatta spesso; Perchè chiedi cifre così irrisorire, pur dando così tanto.

 

Ho avuto la grande fortuna di essere stato addestrato da un grande maestro, e di avere la possibilità di scoprire un retaggio prezioso, e una cultura che mi ha aperto cuore e mente, dandomi modo di capire qual è il mio posto nel mondo, cercando e conoscendo altri grandi maestri. E grazie a questo, ho la capacità di insegnare agli altri le cose preziose che ho appreso nei miei 22 anni di pratica, e dare loro le mie stesse possibilità.

 

E dopo 22 anni di pratica, mi sento sempre agli inizi, ho sempre voglia di imparare e studiare ancora, cercando altri grandi maestri, cercando sempre, ancora oggi, nuovi lignaggi e nuove famiglie giapponesi con cui praticare, e da cui imparare cose nuove.

E sono davvero felice di esserci riuscito con tanta pazienza e volontà. E di riuscirci ancora oggi.

Purtroppo al momento non vivo in Giappone, la mia vera casa, dove c'è la mia cultura, la mia gente, e il mio cuore.
E i rapporti con i grandi maestri, e i miei nuovi studi, avvengono a singhiozzo viaggiando ogni volta che è possibile.

 

Attualmente, da un po' di anni, ahimè, vivo in Sicilia, un luogo che non capisco per niente, e soprattutto che non riconosco affatto come casa, che decisamente non fa per me. E non lo dico come uno schifoso leghista, il mio astio verso il sud Italia, è obbiettivo, vissuto, è una critica umana, e per chi è dedito alla giustizia e alla civiltà, irritarsi davanti alle sue bassezze è normale.

La Sicilia non è casa mia. Non è la mia gente, non è la mia cultura e non è la mia terra, sono proprio uno straniero qui.

È un luogo parecchio inferiore in molti aspetti, indecente, sporco, grigio, piccolo, monotono, c'è tantissimo degrado sociale e urbano, e un oceano di analfabetismo e delinquenza che predominano incontrastati.

Ed è un vero peccato perchè l'isola è davvero bella, ma purtroppo è affetta da questa malattia chiamata (siciliani). No, non è razzismo è un dato di fatto, ci vivo, so cosa dico e sfido chiunque a darmi torto. Certo non faccio di tutta l'erba un fascio, ma per un buon 80% è un indiscutibile un dato di fatto.

 

Quando a quattordici anni ho conosciuto il mio Sensei, in me si è stimolata la voglia di andare via, e l'ho fatto parecchie volte. Forse dico questo perchè ho vissuto per anni fuori, e ho a che fare da quasi tutta la mia vita con i giapponesi.

Ma questo posto non ha stimoli per me in nessun campo.

Il livello è parecchio basso in molti ambiti, c'è tantissima mediocrità e superficialità in molti settori.

E nelle arti marziali poi ... non ne parliamo.

Ci sono parecchie parentesi davvero imbarazzanti, come i tanti fake maestri, argomento parecchio assurdo e ridicolo.

E maestri titolati ufficialmente, ma comunque incompetenti.

Ci sono moltissime palestre di scarso livello, buone solo a regalare cinture nere dopo esami ridicoli, e per appendere medaglie e coppe inutili agli scaffali.

Per non parlare degli sport da combattimento che vanno di moda, colmi di bifolchi, tamarri e ignoranti, più dediti alle risse e a cose ben lontane dalla filosofia del budō.

(Ripeto non voglio fare di tutta l'erba un fascio ovviamente, ma dopo nove anni di esperienze quì, conto su un solo palmo di mano i maestri degni di stima e le persone "normali e civili" che ho conosciuto.
L'80% di ciò che ho visto, confermo che è quello che ho descritto con obbiettività e cruda onestà).

 

Davanti a tutto questo degrado, la popolarità Siciliana non mi interessa minimamente.

Quì dominano quelli che chiamano "zaurdi", (il tumore della Sicilia), l'sola è irrimediabilmente loro.

Ed è apprezzato solo il movimento trash e tamarro. Basta guardare come sono ridotti i maestri esaltati dagli ignoranti in questo luogo, per capire a cosa mi riferisco.

 

Visto dunque, che tutto ciò non rientra minimamente nei miei interessi, per questo ho deciso di isolarmi e nascondere la mia scuola, rendendola privata e difficile da trovare. Tenendo così alla larga tutta la mediocrità di questo posto, infischiandomene di una popolarità per me grottesca. Concentrandomi sulla qualità e non sulla quantità, facendo entrare chi ha intelletto, civiltà, chi merita, e ha voglia di studiare e praticare seriamente, in un ambiente sano, di reale valore, ed istruttivo.

 

Dunque non è una questione di denaro e popolarità. Non mi interessa, quando si parla della mia disciplina. Quindi piuttosto che aprirmi totalmente al pubblico, o fare qualcosa di incredibilmente stupido ed eclatante, come sfidare i fake e massacrarli ferocemente, per ritrovarmi poi in guai legali, e tanti allievi attratti da comportamenti sbagliati e poco etici, quindi allievi pessimi, resto così come sto, e ci sto benissimo.

 

Tuttavia, è mio dovere morale, visto il cattivo movimento che c'è, creare dei corsi in alcune palestre pubbliche, per dare modo a chi è ignorante in materia di poter vedere cos'è realmente il ninjutsu e le arti marziali tradizionali giapponesi.
Il progetto è in corso, e prevede in palestre pubbliche un corso per bambini e uno per adulti.
Mentre i corsi al mio Dōjō saranno esclusivi, e dedicati ai praticanti migliori e che vorranno diventare maestri.

 

I miei allievi devono saper combattere veramente, spietati contro uno o dieci persone, ma allo stesso tempo devono avere dieci cervelli, la cultura e la saggezza di un maestro, l'educazione, il rispetto e l'intelletto, l'umiltà e la dignità.

I pavoni e palloni gonfiati, li lascio agli altri, e a chi vuol fare soldi e avere gloria e fama su una folla di ignoranti bifolchi.

 

In Italia ho solo il nord, per avere qualche stimolo, e allenarmi con maestri al mio livello, o meglio ancora, superiori a me e degni di nota, da cui imparare qualcosa.

Ogni volta che torno dai miei viaggi studio in Giappone poi, sono davvero a pezzi ...

Io odio tantissimo vivere in Sicilia, ma al momento le cose stanno così, e la pazienza, l'adattamento, anche queste sono peculiarità shinobi, con cui devo fare i conti ogni giorno.

 

Ma nonostante questo triste disagio, sono stato molto fortunato.

Ho una moglie davvero eccezionale, e ho trovato inaspettatamente, (scavando in parecchio, ma parecchio fango), delle persone meravigliose e in gamba, riuscendo a mettere su una squadra davvero straordinaria, che dimostra anno dopo anno, dedizione, impegno, talento, disciplina e costanza.

Ma specialmente, delle persone parecchio in gamba, (per me troppo sprecate in Sicilia).

 

Alcuni miei allievi sono con me da moltissimi anni, e mi è stato chiesto da esterni, perchè non hanno la cintura nera. Le cinture e i Dan non servono a niente, sono spazzatura

Sono solo dei promemoria tecnici e burocratici, roba moderna.

Le mie "cinture verdi", sono ai livelli di tanti maestri Dan di quest'isola, cosa constata più e più volte in tante occasioni, (e io non faccio mai chiacchiere a vuoto come i ritardati, lo sapete bene, parlo sempre e solo a fatti compiuti e appurati), e questo dimostra che livello di qualità c'è in giro. Le mie cinture nere, vanno al di là della forza, e i livello che pretendo è davvero altissimo.

 

Il mio Dōjō è nascosto, ma noi ci siamo eccome! Ci mettiamo sempre in gioco e alla prova mostrando, la faccia, fieri di ciò che siamo e facciamo, sul web e in ogni evento, divertendoci e imparando insieme, siamo parecchio uniti e determinati.

Certo con parecchia difficoltà, perchè siamo impacciati dal mostrare il meno possibile.

Visto come stanno le cose tra, fake e incompetenti affamati di video, siamo propensi a non fare tutorial, e a mostrare solo abilità, senza troppe spiegazioni chiare, e non è facile farsi conoscere, e mettere la faccia sul web, limitandosi così tanto. Ma bisogna essere professionisti anche in questo.

 

Ma bando ai balordi, e ai disagi, io ho i miei allievi. Quando rivedo i miei ragazzi, mi ritorna una boccata d'ossigeno e di vita.

Mai smettere di studiare, mai smettere di imparare, mai smettere di praticare! Mai smettere di farsi il mazzo! Mai fino a che c'è fiato!

E in questo mai, c'è anche; mai smetterò di ringraziare di aver trovato questa famiglia, che mi fa dimenticare, il grande disagio che ho, di vivere in Sicilia.

Andiamo avanti! Sempre insieme, mirando in alto!".