I Fake Maestri - Come Riconoscerli
Il mio percorso marziale e il confronto con la realtà italiana
Sono cresciuto immerso in una tradizione autentica, seguendo una linea diretta di lignaggi ed insegnamenti giapponesi. Fin da bambino ho avuto il privilegio di apprendere arti marziali le cui radici affondano nella vera cultura giapponese e cinese, lontana dalle distorsioni sportive occidentali. Quindici anni di Ninpō e 11 anni di Arte della Spada Giapponese. Ancora oggi, viaggio regolarmente in Giappone per approfondire la mia conoscenza direttamente sul campo, studiando con alcuni dei migliori maestri viventi. Oltre questo ho grandi affetti trai i giapponesi, amici e grandi mentori, dai quali continuo ad apprendere insegnamenti preziosi. Attualmente ad esempio, studio con la Bujinkan, seguendo la linea di Kacem Zoughari. Pratico con Tenshin Shōden Katori Shintō-ryū, una delle più antiche e prestigiose scuole di arti marziali tradizionali giapponesi. Ho avuto anche un'esperienza anche nel Jikishinkage-ryū e attualmente studio con Doi Kiyoshi Sensei, sōke della scuola di famiglia Fubu-ryū, con cui ho un rapporto di Uchi-deshi. Inoltre, per quanto riguarda l'aspetto storico degli shinobi, collaboro con il Musashi Clan, seguendo la linea di Shibata grazie ad alcuni amici personali all'interno dell'organizzazione.
Questa esperienza mi ha reso consapevole di una realtà difficile: non mi sono mai trovato a mio agio con le scuole e i maestri italiani.
Nel tempo, ho realizzato quanto disagio e superficialità siano diffusi nel panorama marziale italiano. Fanattismo, palloni gonfiati, e specialmente arroganti che con due titoli facili credono di essere i grandi saggi che non hanno nulla da imparare e che sanno tutto.
Ho avuto la fortuna di conoscere e praticare la vera tradizione giapponese con insegnanti autentici, e il confronto con la realtà italiana è sempre stato desolante per me. Gran parte delle scuole locali è popolata da persone più interessate al proprio ego, alla fretta di ottenere titoli e al business, piuttosto che alla vera essenza e qualità delle arti marziali.
Ovviamente, non voglio fare di tutta l’erba un fascio: in Italia, così come altrove, esistono validi praticanti e insegnanti meritevoli di rispetto. Tuttavia, sono eccezioni davvero rare. In particolare, vivere in Sicilia rende questa situazione ancora più difficile per me perchè quelle eccezioni non esistono proprio.
Il dramma della Sicilia
Sono nato a Catania purtroppo, ma non mi sono mai sentito un siciliano, mai sentito parte di questa città o di questa isola, non mi identifico minimamente con questa realtà Ho viaggiato molto, moltissimo, ho perso il conto di quanti aerei ho presso. Ho vissuto altrove respirando aria di civiltà, evoluzione e cultura, allontanandomi sempre di più dalla realtà in cui sono nato. Un insieme di circostanze mi ha riportato in Sicilia nel 2012. Nonostante la mia permanenza forzata, ogni volta che posso viaggio in Giappone o in altri luoghi lontano da quì dove oltre a respirare civiltà sociale, pulizia ed evoluzione, anche la qualità marziale non è un’utopia.
Perchè non vado via?
Ci sono motivi personali per cui continuo a vivere qui, motivi che non condividerò pubblicamente. Tuttavia, uno lo posso rivelare: i miei allievi. La scuola che ho fondato in Sicilia rappresenta una speranza per chi cerca un ambiente autentico e qualitativo.
Se devo restare qui, voglio almeno offrire un'alternativa valida, un punto di riferimento per chi desidera studiare seriamente e pragmaticamente. Per questo, nonostante le difficoltà, continuo a puntare in alto, rifiutando compromessi federali che svilierebbero la qualità del mio percorso. È una strada difficile, ma è l'unica che valga la pena percorrere.
La Piaga dei Fake Maestri e Fake Scuole
Vivendo in Sicilia, ho avuto modo di scoprire ed osservare da vicino una piaga che infesta il panorama delle arti marziali: fake maestri e false scuole improvvisate. Un fenomeno alimentato dall’opportunismo di individui che, incapaci di studiare e sviluppare reali abilità con impegno e dedizione, si autoproclamano "maestri" senza averne alcun merito e totalmente privi di autentiche capacità.
Tra questi personaggi c'è chi ha praticato qualcosa, per un periodo irrisorio sotto la guida di altri impostori con scarse competenze come loro, oppure con maestri qualificati, e se mai sono stati allievi di qualche disciplina, lo sono stati per pochissimo tempo.
Il loro unico talento è quello di ciarlare con le capre che abboccano alle loro idiozie, gonfiare il proprio ego e il proprio portafoglio, trascinando con sé allievi ignari in percorsi privi di autenticità.
La facilità con cui alcune federazioni rilasciano titoli e certificazioni ha reso tutto questo possibile. Pur di aumentare il numero di tesserati, accettano qualsiasi genere di immondizia, svuotando di significato lo studio serio delle arti marziali. Così, senza un vero percorso formativo, senza anni di pratica sotto la guida di veri maestri, questi falsi istruttori bypassano fatica, sudore e anni di studio, ottenendo un riconoscimento formale, diventando "Sensei" solo sulla carta.
In altre parole, dal nulla e dal niente si autoproclamano e diventano legalmente "Sensei" grazie a questa squallida escamotage.
I Segni Distintivi del Fake Maestro
Come riconoscerli? Basta osservare con occhio critico. Questi personaggi lasciano tracce inequivocabili della loro totale incompetenza:
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Kamae inesistenti o ridicole:
Guardarli esibirsi in una postura o in un movimento è un insulto alla pratica marziale. Le loro posizioni sono sporche, casuali, e prive di qualunque fondamento tecnico. È evidente che hanno "copiato" una posa vista su internet o in un film, senza minimamente comprendere i principi che la generano. -
Movimenti con le armi ridicoli:
Il modo in cui maneggiano spade, bastoni, o altre armi tradizionali è un chiaro segnale della loro falsità. I loro movimenti sono goffi e privi di controllo, una patetica scopiazzatura di quello che hanno visto in video o su pellicole cinematografiche. -
Vaneggiamenti e storielle assurde:
I loro racconti epici sono il massimo del ridicolo. Parlano di fantomatici lignaggi, esperienze mistiche e rituali segreti, senza mai fornire una sola prova tangibile. Sono storie da romanzo fantasy, e nulla più. -
Atteggiamenti da setta:
Questi individui non si comportano come veri praticanti di arti marziali, ma piuttosto come leader di una setta. Cerimonie grottesche, patti di sangue (assurdo), e rituali imbarazzanti che non hanno nulla a che vedere con la cultura autentica. I loro atteggiamenti sono caricature di personaggi cinematografici, un teatrino che non ingannerebbe mai chi ha studiato davvero.
Un Retaggio Offeso
Le arti marziali tradizionali non sono un gioco, né un business per gente senza scrupoli. Sono un retaggio prezioso, creato con il sangue e il sudore di veri guerrieri che hanno dedicato la vita a perfezionare tecniche letali e strategie di sopravvivenza. Chiunque prenda questa eredità per svenderla, corromperla, o ridicolizzarla con "spettacolini" o simulazioni prive di senso, è un insulto vivente alla memoria di quei guerrieri.
Questi fake maestri non sono solo incompetenti, ma sono anche una minaccia per chiunque si affidi a loro. L'insegnamento delle arti marziali richiede una comprensione profonda della disciplina, nonché una responsabilità morale verso chi viene istruito. Affidarsi a questi cialtroni significa imparare qualcosa di inutile e pericoloso, oltre che contribuire a sminuire una cultura millenaria.
Il Vero Maestro si Riconosce
Un vero maestro non ha bisogno di storielle o atteggiamenti esaltati. Il suo lignaggio, le sue competenze e il suo percorso parlano per lui. La differenza tra chi pratica per apparire e chi pratica per vivere l'arte è palese agli occhi di chi sa osservare. Basta guardare la tecnica, la postura, e soprattutto il modo in cui il maestro trasmette i valori della disciplina.
Una Matriosca di Incompetenza
Le credenziali di questi personaggi sono spesso legate ad altri truffatori dello stesso stampo. Si agganciano a lignaggi inesistenti o smentiti da decenni, come il fantomatico Fuma Ryū; favola per i turisti in Giappone - fanatica realtà per i fake ninja.
Oppure inventano storie grottesche per giustificare la loro posizione. Nel frattempo, approfittano della mancanza di regolamentazioni adeguate e della superficialità di alcune federazioni sportive, che si accontentano di tesseramenti e quote senza curarsi della qualità.
Non è un caso che queste figure prosperino solo in contesti provinciali, lontani dall'autenticità delle arti marziali. All’estero, e soprattutto in Giappone, nessuno sa chi siano, e nessuno li riconosce come legittimi rappresentanti delle tradizioni. Sono derisi dagli esperti e seguiti solo da parenti, amici e quattro fanatici, invasati ed ignoranti.
L'Ignoranza è una Scelta
Una delle domande che mi pongo spesso è: come si fa a non riconoscere l’inautenticità? Basta osservare le differenze abissali rispetto a una pratica autentica. Eppure, molti si lasciano abbindolare da questi showman, incapaci di distinguere tra fatti concreti e finzioni teatrali. L’ignoranza, purtroppo, è una scelta e a ciascuno il maestro che merita.
Questi "maestri" non viaggiano mai, non studiano con maestri autentici, né in Giappone né altrove. Il loro "studio" si limita solo a chiacchiere, a ciò che trovano su internet o nei libri, senza mai mettere piede in un vero dōjō giapponese o confrontarsi con la realtà della pratica tradizionale.
La Via Dura e la Via Facile
La differenza tra chi sceglie la via dell’autenticità e chi opta per la truffa è abissale. Io stesso, dopo venticinque anni di pratica, a 40 anni e ancora oggi, continuo a viaggiare e studiare con maestri autentici. Non ho mai smesso di imparare, consapevole che la crescita è un processo continuo. Questo impegno richiede sacrifici, umiltà e volontà di migliorarsi.
Invece, i fake scelgono la via facile. Inventano storie e blaterando farneticamenti, evitano la fatica aggrappandosi ad una triste illusione di grandezza auto proclamata. Per me, queste persone rappresentano il livello più basso dell’essere umano: truffatori che disonorano il sacrificio, la dedizione e il valore delle tradizioni autentiche.
Un Appello alla Consapevolezza
A ciascuno il maestro che merita come ho già detto, certo. Ma per chi davvero ama le arti marziali, è fondamentale distinguere tra autenticità e falsità. Se entri un un mondo come le arti marziali tradizionali, è normale poi informarsi, viaggiare, confrontarsi e, soprattutto, avere la volontà di migliorare continuamente: questo è ciò che distingue un praticante serio da un ciarlatano.
Non possiamo tollerare l'ignoranza e la truffa nel mondo delle arti marziali. Per onorare le tradizioni, dobbiamo rifiutare chiunque cerchi di lucrarci sopra senza rispettarne il valore.
A causa di questa parentesi, ho iniziato a chiudermi e a diventare "antipatico", non fidandomi più di nessuno in Italia. Ho cominciato a velare me stesso e la mia disciplina, mostrando solo una "facciata" al pubblico. La mia scuola è diventata privata e chiusa, lontana dagli occhi curiosi, per proteggermi da questa situazione e non infettare il mio Dōjō con questa superficialità e corruzione.
Mi sono sempre chiesto come fosse possibile diventare un "maestro fake", senza alcuna base solida, senza conoscere nemmeno gli aspetti fondamentali della disciplina. Onestamente, non saprei proprio da dove cominciare a inventarmi qualcosa dal nulla. Specialmente se penso alla gravità dei pericoli che comporterebbe l'insegnamento di nozioni improvvisate, scopiazzate da video su internet o citazioni lette alla rinfusa su libri e Wikipedia. Ci vuole davvero una gran faccia di bronzo per prendersi una responsabilità simile, ignorando deliberatamente le conseguenze, mentendo ai propri allievi, e rischiando la loro sicurezza.
E, di certo, una faccia di bronzo altrettanto grande è necessaria per mostrare in pubblico le schifezze e le imbarazzanti "incompetentezze" che, ogni tanto, mi capita di osservare quando guardo questi pseudo-maestri all'opera. È quasi esilarante, se non fosse per il fatto che è soprattutto triste. Questa "comunità" marziale è in gran parte composta da viscidi cialtroni che, con un eloquio prolisso ma senza alcun talento, riescono a spacciarsi per esperti, richiamando folle di ignoranti in materia pronti a farsi abbindolare. Sono ben addestrati nell'arte di chiacchierare a vanvera, approfittano dell'ignoranza delle persone riguardo a discipline asiatiche poco conosciute, atteggiandosi e spacciandosi per maestri, ma sono solo illusionisti che giocano con la credulità altrui. Ecco perché io, su internet, evito accuratamente di pubblicare tutorial e mi limito a fare video che mostrano solo abilità di base, senza mai entrare nei dettagli, così da non alimentare questa feccia rivoltante. Ho scoperto che questo fenomeno non riguarda solo i "ninja", ma molte altre aree. È un fenomeno davvero triste e degradante.
L'uomo medio cerca sempre la via più facile per sopravvivere, e questa strada è spesso l'inganno. Molti preferiscono inventarsi storie, fingere di essere esperti e insegnare cose che non conoscono, piuttosto che impegnarsi seriamente, studiare, e farsi il mazzo per apprendere veramente. Non riesco a capire cosa costi loro vivere l'esperienza bellissima di crescere, imparare, e condividere una conoscenza vera, piuttosto che mettersi a inventare fandonie. È davvero incomprensibile. So solo che sono queste persone, ingannevoli e superficiali, a rovinare il mondo, sfruttando l'ignoranza di chi si fida di loro.
Ma come si presentano su internet i fake?
Ho avuto modo di vedere i siti dei cosiddetti "gran maestri" da cui i "maestri" fake dicono di aver imparato la loro disciplina. Questi siti sembrano creati da bot, con materiale video, fotografico e grafico di qualità pessima, o addirittura irrilevante rispetto alle arti marziali. Alcuni includono meme, foto squallide, e perfino tristi fotomontaggi di bassa qualità e altre tamarrate varie. I loro siti sono amatoriali, scarni, pieni di balordaggini senza senso. E la cosa più evidente di tutte è che, anche a una prima occhiata, è impossibile non riconoscere la loro incompetenza. Basta guardare i loro siti, i loro video o osservarli dal vivo per capire subito che non hanno nulla di serio.
Si riconoscono facilmente anche dal fatto che, nella comunità marziale – sia sui social che nel mondo reale – non sono nessuno.
Nessuno che conti veramente nel campo delle arti marziali li segue o li prende sul serio. Solo raramente qualche curioso si sofferma su di loro. E i loro loghi, privi di un qualsiasi simbolo autentico, sono un guazzabuglio di segni esoterici e altre fandonie, tipiche di scuole inventate, senza alcuna vera tradizione alle spalle. Alla peggio, nei loro loghi, si trovano teschi pirata e altre idiozie, oppure nei loro social si trovano foto trash di maestri ricoperti di fiamme.
Quelli legati ai "ninja", ad esempio, si limitano a "giocare" ai ninja, creando un ambiente che più somiglia a una setta di fanatici piuttosto che a una scuola vera e propria. Si comportano come se facessero parte di una "setta delle ombre", creando clan e sub-clan senza alcun senso, facendo giuramenti assurdi, patti col sangue (letteralmente, roba da matti), rituali bizzarri, e minacciando chiunque osi rivelare le loro "segretezze". Insomma in assenza di vere conoscenze si basano su film e favole. Incredibile ma vero, questi fanatici si prendono anche il lusso di inserire nel loro lignaggio inventato chiunque entri a far parte della loro organizzazione, anche se è da poco tempo che ci sono. Basta essere iscritti, amici di qualcuno o possedere qualche conoscenza che a loro può servire (come una lingua straniera, ad esempio) per farli sembrare più credibili. Si prendono il merito per il talento o le abilità di un nuovo iscritto, senza aver fatto nulla di concreto.
Una situazione davvero ridicola e imbarazzante.
Nella realtà, l'inserimento in un lignaggio vero avviene solo al termine di un lungo addestramento, dopo aver acquisito tutti gli insegnamenti del programma di studio. Solo quando un discepolo raggiunge il grado di maestro entra a far parte del lignaggio, diventando erede delle conoscenze tramandate. Ma ovviamente, questi fake non possono sapere nulla di tutto ciò, visto che stanno solo "giocando". La qualità di queste organizzazioni è evidentemente scarsa, e nonostante ciò continuano a sfornare "maestri" che sono semplicemente il riflesso dei loro allievi, grazie a esami che si fanno ogni pochi mesi e che sono presentati come ridicoli galà e spettacoli. Dan e maestri che nascono come funghi, con l'intento di monopolizzare il territorio e far crescere rapidamente la loro organizzazione, creando clan e sub-clan.
Il vero obiettivo di tutto questo? Denaro e fama. Clan con nomi da anime che fanno solo sorridere. Ma davvero, quante sciocchezze …
Queste scuole non sono altro che sette di invasati. Un club di amici che non ha la minima idea di cosa stia facendo, che si diverte a giocare a un "live ninja" stile Dungeons & Dragons con i passamontagna da Decathlon. Fenomeni da baraccone, pagliacci da quattro soldi che mettono in scena sciocchezze solo per gonfiare il loro ego, farsi sentire importanti tra i loro amici e arricchire il loro portafoglio, senza aver mai studiato nulla di serio. È un circo triste e irriguardoso.
La reazione dei fake alle critiche
Solitamente, quando i "fake" vengono chiamati per quello che sono, reagiscono con rabbia, abbaiando una serie di insulti e minacce contro chiunque osi metterli in dubbio. Basta l'opinione di una sola persona per far salire il sangue agli occhi di chi ha "il carbone bagnato".
La verità di chi è dotto e cosciente fa vacillare la convinzione di questi buffoni e come ogni perdente, quando perde si arrabbia e usa l'ira.
Ma se sei nel giusto, non hai bisogno di reagire con violenza fisica o verbale, come una bestia priva di raziocinio. La vera risposta sta nei fatti. Chi ha la coscienza pulita, o chi appartiene davvero a un lignaggio autentico, non perde tempo con chi abbaia da lontano.
Un vero maestro si mostra a viso aperto, senza paura né vergogna, ignorando le critiche che sono inevitabili in un mondo dove, sui social, tutti si sentono autorizzati a parlare senza sapere nulla. E continua a camminare a testa alta, senza farsi distrarre.
I "fake", al contrario, sono quelli che, con il carbone bagnato, reagiscono subito con minacce, rabbia e provocazioni. Spesso sfidano a risse o addirittura minacciano di portare la questione in tribunale, sperando di intimorire chi li accusa. Ma sono completamente ignari del fatto che, se decidono di mettere in mezzo la legge, rischiano solo di peggiorare la loro posizione.
La libertà di espressione e di opinione scritta è un diritto, e se qualcuno mette in discussione la qualifica o la credibilità di un individuo, quest'ultimo ha tutto il diritto di difendersi, ma con le prove, non con minacce o violenza. In questo modo, chi fa così finisce solo per accumulare altre colpe. Se un "fake" è davvero accusato di falsità da molteplici fonti su blog, forum e altre piattaforme, sarà costretto a portare le prove pubblicamente, per zittire chi lo accusa.
Se un'organizzazione "fake" si sente offesa per essere accusata di truffa e vuole provare di non esserlo, dovrebbe recarsi alla Tōkyō Daigaku Shiryō Hensanjo o alla Mie University 三重大学 in Giappone. Lì, potrà presentare documenti, testimoni, foto e qualsiasi altra prova a conferma delle sue affermazioni. Dopotutto ciò che asseriscono di conoscere è una questione che riguarda il Giappone, non l'Italia.
In Italia, la legge su questo argomento non conta nulla, perché in queste materie l'ignoranza è dilagante. Gli italiani conoscono a malapena la propria storia, figuriamoci quella di altri paesi. In Giappone, invece, l'ultima parola è quella che conta, perché sono i loro lignaggi a essere messi in discussione, non quelli italiani. Quindi, quando i "fake" minacciano di coinvolgere avvocati, non bisogna temerli. È solo paura e rabbia, perché sotto la loro facciata di menzogne e convinzioni traballanti stanno per crollare. Se osano fare i gradassi, invitateli ad andare in Giappone, alla Tōkyō Daigaku Shiryō Hensanjo o alla Mie University, e a dimostrare lì ciò che affermano davanti agli esperti storici di quei prestigiosi istituti, come ho fatto io.
CONSIGLI IMPORTANTI !
Come Riconoscere un Finto Maestro?
Lo elenco in 7 punti importantissimi
1. Non viaggiano mai all'estero
Questi "maestri" non escono mai dalla loro zona di comfort, e la loro influenza non si estende mai al di fuori della loro "comunità" locale. Nei paesi asiatici, come Giappone, Cina, India e Thailandia, dove le discipline marziali sono storicamente nate e praticate, queste persone sono sconosciute, e quello che asseriscono di rappresentare non esiste. Non sono riconosciuti da alcuna federazione mondiale o dalle istituzioni storiche ufficiali che regolano queste discipline. Tali ciarlatani simitano a creare federazioni locali agganciandosi a conoscenze politiche oppure semplicemente collegano le loro associazioni sportive alle organizzazioni locali come Fijlkam e altra robaccia che pur di avere tesserati prenderebbe chiunque. Il tutto per apparire legittimi in Occidente, ma i riconoscimenti di un ente sportiva locale italiana, non hanno alcun valore in Asia, e ricordiamoci sempre che le arti marziali che i fake rappresentano non sono italiane.
Anche il riconoscimento del CONI è discutibile, poiché si tratta di un ente che si occupa principalmente di sport olimpici e non delle tradizioni marziali giapponesi. Le vere scuole di arte marziale, come la Bujinkan o l'Aikikai Italia, sono legate direttamente ai lignaggi giapponesi e solo loro possono vantare un riconoscimento autentico. I "maestri" che dichiarano senza prove, di essere allievi diretti di famosi maestri asiatici, senza mai averli incontrati di persona, non sono altro che ciarlatani.
2. Emergono dal nulla
Questi individui spesso si proclamano "allievi diretti" di maestri asiatici misteriosi o leggendari, di cui non esistono prove tangibili.
La loro discendenza è vaga, le storie che raccontano sono confuse e prive di fondamento. I "maestri" asiatici da cui dicono di aver imparato sono spesso invisibili, senza alcuna documentazione o testimonianza a sostegno. Inoltre, questi presunti maestri non parlano né leggono le lingue originali (come il giapponese) e non hanno alcun legame ufficiale con le scuole giapponesi autentiche.
3. Ignorano i principi fondamentali
Questi "maestri" non conoscono nemmeno le basi delle tecniche che professano, come Kamae e Kata, che sono essenziali nelle discipline tradizionali. In alcuni casi, si sentono liberi di insegnare affermazioni errate, come ad esempio nel caso del "ninjutsu", sostenere che i ninja non usassero Kata o Kamae. Le loro pratiche sono incoerenti e prive di una vera metodologia. Non sono in grado di spiegare i concetti filosofici, storici, tecnici o spirituali alla base delle arti marziali. Il loro insegnamento si riduce spesso a imitazioni senza alcun senso, a meno che non "copiano" frasi trovate su internet.
4. Incoerenza nel programma di addestramento
Le tecniche e i nomi delle tecniche che insegnano cambiano frequentemente, in base alle scoperte casuali durante il loro percorso da truffatori. Spesso, non avendo un programma preciso, si allenano in modo disorganizzato e caotico, tecniche in lingua locale o in giapponese sporadico. In questo modo, si limitano a "improvvisare", rubando tecniche da altre scuole e cercando di giustificare le loro azioni con scuse poco convincenti.
5. Assenza di codifica o codifica falsa
Se la disciplina che insegnano è codificata, molto probabilmente è una falsificazione. A volte, la codifica viene creata ad hoc, magari utilizzando traduzioni imprecise tramite Google Translate, o addirittura pagandola a giapponesi disonesti per produrre un'apparente "autenticità". I veri maestri giapponesi non creano codifiche per i truffatori: ciò che è genuino è documentato e tramandato attraverso tradizioni storiche e culturali, non costruito sulla base di errori linguistici o interessi commerciali.
6. Mancanza di etichetta e rispetto
Un "maestro" falso non ha rispetto per la cultura e la disciplina che cerca di insegnare. Si presenta spesso con abiti inappropriati, come uniformi da soldato o da cosplayer, che non sono in linea con l'etichetta tradizionale di un dōjō. Le arti marziali giapponesi richiedono una disciplina rigorosa e un rispetto per le tradizioni, che questi "maestri" ignorano completamente. Indossare abiti tamarri da militare, da metallaro o da punk non ha nulla a che vedere con la dignità e il rispetto per il dōjō o per gli allievi.
7. Inadeguatezza nell'insegnamento pratico
Spesso questi "maestri" non sono nemmeno in grado di applicare le tecniche che insegnano. Si rifiutano di fare da Uke (colui che riceve l'attacco), e preferiscono delegare agli allievi più abili il compito di dimostrare le tecniche. Quando si trovano a eseguire delle tecniche, i loro movimenti sono incoerenti, confusi e lontani dalla corretta applicazione. Per giustificare la loro inadeguatezza, spesso parlano di "nuovi stili" o di "interpretazioni personali", ma la verità è che la loro pratica è basata su tecniche scopiazzate da internet e non ha alcuna base solida. Quando non sono in grado di insegnare correttamente, integrano la loro disciplina con sport da combattimento moderni, come la boxe o il kickboxing, creando una farsa ancora più grande.
Fate le domande giuste
Quando interagite con un "maestro" per capire se è un fake, non esitate a fare domande mirate.
La prima domanda fondamentale è: Chi è il tuo maestro? Da dove proviene il retaggio che affermi di conoscere e insegnare?
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Se il "maestro" è un impostore, probabilmente inizierà a fare discorsi senza logica né fondamento. Le risposte saranno vaghe, confuse e prive di consistenza.
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Se, invece, tenta di sembrare preparato, citando nomi noti che ha trovato su Wikipedia o altrove, non fermatevi alla superficie. Chiedete prove concrete, come fotografie, certificazioni ufficiali o documenti che possano comprovare la relazione con quei maestri. Se non riesce a fornire nulla di tangibile, la sua credibilità crolla.
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In alcuni casi, il "maestro" potrebbe citare figure storiche realmente esistite, come Ishikawa Goemon, Seiko Fujita o Fūma Kotarō, noti nell’ambito del ninjutsu. Tuttavia, se si parla di maestri o guerrieri del passato che non hanno lasciato eredi diretti, è ancora più fondamentale chiedere prove concrete. Il più delle volte, non riusciranno a fornirle.
Se il discorso si trasforma in un racconto su segreti, scuole esclusive o misteriose, senza alcuna documentazione verificabile, è chiaro: si tratta di un fake, spesso un invasato che si nasconde dietro storie inventate per attrarre seguaci.
Le "Scuole" inerenti a questi personaggi ninja che è risaputo che sono fake. Lo spiego bene in questo articolo:
https://www.ninjutsukojiki.com/post/27
Da quando ho preso consapevolezza di tutto ciò, ho deciso di adottare un approccio molto più cauto. Ho vietato qualsiasi tipo di video istruttivo su internet, eccetto quelli che riguardano abilità generiche e fine a se stesse. Inoltre, la mia scuola è diventata più selettiva, limitando le informazioni che vengono condivise con i nuovi arrivati, specialmente nei primi livelli (Kyū).
Uno degli aspetti fondamentali del mio insegnamento è la materia di studio sulla storia, che è obbligatoria. Oltre a insegnare io stesso la realtà e la verità, ospitando spesso esperti in materia al mio dōjō, per offrire ai miei allievi una visione più ampia e approfondita e spingerli a fare ricerche e studiare il mondo che stanno affrontando. L’obiettivo è far crescere nei miei studenti fiducia, rispetto, cultura e personalità.
Per me è essenziale aprire le menti dei miei allievi, incoraggiandoli a informarsi, a studiare in modo autonomo e a pensare con la propria testa. Vogliamo che acquisiscano una comprensione profonda di ciò che fanno, con una consapevolezza e una cultura solida alle spalle.
Scolaro Giuseppe Simone
ジュセッペ シモネ スコラロ