I Maestri Dannosi di oggi, e i Fake Ninja

Esprimerò una personale opinione pungente, solo a titolo civico informativo. (scatenare una guerra col nulla e il niente non mi interessa).
Si tratta di un argomento importante che è bene conoscere, specialmente per chi decide di intraprendere le arti marziali e non è esperto in materia, in particolar modo sul Ninjutsu, una disciplina poco conosciuta, e dunque sfruttata/stuprata al massimo, dai maestri fake.

Ho 22 anni di esperienza nel campo delle discipline asiatiche. Insegno da parecchi anni, e ancora oggi, studio e pratico arti marziali in Giappone e in Italia, con maestri veri, ed esperti, qualificati in Ninpō - Bujutsu - Koryū - Iaidō - Kenjustu e tecniche tradizionali di Hyōhō.
Crescendo dentro una bolla esclusivamente giapponese, non ho mai avuto un maestro italiano per i primi 15 anni di pratica, ho avuto modo solo recentemente, unendomi a Bujinkan nel 2015, di iniziare a studiare con maestri qualificati italiani. E grazie a loro, di scoprire una cosa che non immaginavo neanche fosse possibile, l'esistenza dei maestri fake. La cosa mi ha sconvolto al quanto devo ammettere, tanto che ho fatto ricerche e ho avuto modo di scoprire la triste realtà di questo aspetto grottesco delle arti marziali a me sconosciuto fino a pochi anni fa. E così quando ho fondato il Dōjō in Italia, ho iniziato a chiudermi, ad essere "antipatico", non fidandomi di nessuno.
Velando me stesso e la mia disciplina a tutti. Mostrando una "faccia fittizia" al pubblico di internet.

Questa comunità è composta da truffatori, e palloni gonfiati, che approfittano dell'ignoranza delle persone riguardo una disciplina asiatica sconosciuta, atteggiandosi e spacciandosi per maestri ed esperti. Questo grazie solo a internet e ai tutorial, che "stimolano questa fantasia".
Questo argomento ho scoperto che abbraccia più campi, non solo il ninjutsu, e la cosa è davvero triste e degradante.
Ma la cosa che più mi sconvolge, sono gli allievi, talmente ignoranti, da seguire certi buffoni ciarlatani, nonostante siano palesemente, fake.
Da quì io dico sempre; ogni cervello ha il maestro che merita.

Come si presentano su internet; con squallidi fotomontaggi trash, e tamarrate varie. Siti amatoriali scarni, e con una marea di balordaggini assurde da leggere. Alcuni sono talmente evidenti nella loro incompetenza, che è assurdo non capire già da questo, di che personaggi si tratta.
Fenomeni da baraccone, showman da due soldi, che irrispettosamente, sceneggiano stupidaggini solo per fare business e per arricchire il loro ego, sentendosi qualcuno, senza aver mai studiato niente. Infatti, solo in piccole città italiane di scarsa conoscenza sul campo, hanno potuto avere un po' di successo, sapendosi vendere agli ignoranti, diventando solo; "i grandi tra i bifolchi".
All'estero, specialmente in Asia (dove conta davvero), in mezzo ai veri professionisti, sarebbero derisi come le nullità da circo che sono realmente. Difatti, in questi paesi, non hanno la minima idea di chi sono.

CONSIGLI IMPORTANTI

Come Riconoscere un Finto Maestro?


Lo elenco in 7 punti importantissimi;

Numero 1: Non viaggia mai all'estero, se no dentro le mura di casa.
In Giappone, in Cina, in India, in Thailandia, insomma nei paesi asiatici, dove ufficialmente, e storicamente, nascono le discipline conosciute e praticate in occidente, e dove dunque conta davvero essere riconosciuti, non hanno idea di chi sia questa persona che si spaccia per "maestro", e non è riconosciuto da nessuna di queste nazioni, e da tutte le enti mondiali federali ufficiali, inerenti alla disciplina di cui si proclama maestro. - Piuttosto infatti, creano una federazione locale loro, per pararsi il sedere -
È chiaro che, e sottolineiamo una volta per tutte che; i riconoscimenti del comune di una città occidentale, del paese di campagna, dell'ente sportiva della briscola, e della rosticceria comunale, non valgono un fico secco.
Persino il riconoscimento del CONI stesso è discutibile. Poiché si tratta di una federazione sportiva italiana dedita ai giochi con la palla e alle attività olimpiche, che dunque, non ha niente a che fare, e specialmente non sa niente, di discipline tradizionali interne giapponesi, come il ninjutsu, e tante altre antiche Koryū, se non come farne un business e uno squallido sport. Per la mia esperienza, so che i riconoscimenti di enti straniere incompetenti in materia, non hanno valore come i riconoscimenti invece, che sono ufficiali e vengono rilasciati in Asia.
(Ad eccezione, della presenza nell'ente, di un praticante reale, ed esperto della disciplina.
Nel caso del CONI e del Ninjutsu ad esempio, solo Francesco Buffini, carissimo amico, e grande esempio per me, direttore tecnico nazionale del Ninjutsu Italia Bujinkan, (di cui io faccio parte), e quindi chi è nella sua cerchia, fa parte di quelle scuole di ninjutsu facenti parte del CONI realmente riconosciute anche all'estero, perchè membri di una federazione Giapponese e mondiale, in questo caso la Bujinkan).
In ogni caso, solo i paesi originari dei lignaggi praticati, hanno voce in capitolo.

Numero 2: Solitamente (quasi sempre), questi "maestri" emergono dal nulla, proclamandosi alla "karate kid", gli unici allievi di un fantomatico maestro asiatico, discendente di un clan mai visto, o leggendario, di cui non si può sapere niente di ufficiale.
Chi sa perchè ...
Può capitare una storia del genere, ma in occidente capita fin troppo spesso guarda caso ...
E questo fantomatico maestro asiatico che gli ha insegnato la disciplina e i suoi segreti, è un fantasma del quale non si sa nulla, e non si ha neanche una fotografia. E nonostante Mr. Fake, sia cresciuto con questo misterioso maestro, non sa leggere, e parlare per niente il giapponese, il cinese, o la lingua di questo fantomatico maestro comparso dal nulla. (nonostante anni di allenamento con lui).
In oltre, tale maestro fake, non ha legami ufficiali, diretti, con altri maestri giapponesi, cinesi ecc. Che potrebbero affermare ciò che racconta, o per lo meno riconoscere le sue qualità e la sua storia. Ma al massimo hanno "rapporti" sterili e banali su internet con maestri asiatici, con qualche triste like e commento insignificante senza alcun valore di fatto, che loro magari spacciano per rapporto fraterno.

Numero 3: È ignorante in materia. Non conosce la pronuncia esatta dei termini, non sa nulla dei principi e degli argomenti meccanici, anatomici, tecnici, storici e spirituali, se no, limitarsi ad agitare velocemente le mani senza senso come forsennati, e a farfugliare cose prese da internet, spiegandole a pappagallo e mai chiaramente.

Numero 4: È incoerente. Cambia o modifica continuamente le tecniche, i nomi, e il programma di addestramento, usando scuse bizzarre e poco sensate. O peggio, usa i nomi delle tecniche di altre discipline per comporre il suo programma.

Numero 5: Ciò che insegna non è codificato, niente pergamene e altre testimonianze del retaggio. E se c'è, (nel caso di una codifica inventata), è tutto errato grammaticalmente, tranne, se è realizzata dal sostegno di google traduttore (anche se pessimo nelle lingue orientali, e ve lo dico perchè parlo, e studio ancora la lingua giapponese con una professionista giapponese del Kyūshū).
Al nord Italia esiste addirittura, chi è stato abbastanza furbo da farsi fare una codifica dai giapponesi stessi, pagandoli per comporre le sue fandonie.
Assurdo lo so, davvero incredibile, ma ho scoperto che esistono anche cose del genere purtroppo.

Numero 6: Non conosce "l´etichetta del Dōjō" e si presenta vestito in maniera inconsueta, irrispettosa e non idonea alla figura di un maestro, e ad un Dōjō.

Numero 7: Non è in grado di applicare bene ciò che insegna, e i suoi movimenti sono incoerenti, a casaccio, e rispetto ai praticanti e ai maestri, della sua stessa disciplina, sono del tutto differenti, sporchi, sbagliati, se non addirittura palesemente inventati, usando scuse assurde per giustificare ciò.

FATE LE DOMANDE GIUSTE


Quando ad esempio chiacchierate con un "maestro ninja" per capire se è un fake, chiedete chi è il suo maestro, e da dove proviene il retaggio che professa di conoscere, ed insegnare.

Se è fake, all'80%, costui vi risponderà con nomi e riferimenti prettamente italiani.
Addirittura alcuni miei allievi, hanno sentito dire ai fake ninja: Quì siamo in Italia che centra il Giappone?" ... roba da matti.
In quel caso, informatelo che il ninjutsu è giapponese, e chiedetegli dunque, da quale lignaggio originario del Giappone, proviene quello che dice di conoscere ed insegnare. Se è totalmente ignorante in materia, il poveretto farfuglierà cose evidentemente senza senso, né logica, e capirete ovviamente quanto è "fake".

Se arrampicandosi sugli specchi, vi indicherà nomi reali, chiedete prove, come foto, per comprendere le relazioni con quei nomi.
Se non avrà nulla di ciò, detto fatto.

Se è furbo, e quindi qualcosa in materia l'ha "letta", potrebbe addirittura citarvi nomi di antichi guerrieri giapponesi morti senza eredi.
Ad esempio, gli shinobi più usati per inventarsi una scuola ninja, sono Ishikawa Goemon, Seiko Fujita e Fūma Kotarō.

Dopo la fine dell'era ninja, nei territori di Iga e Kōga per mano del famoso Daimyō Oda Nobunaga, molti shinobi si sono dati al brigantaggio e al crimine, vagabondando per il Giappone, fino ad essere acciuffati e giustiziati dalla legge. Altri hanno servito grandi famiglie di  Daimyō, e altri ancora (pochissimi), sono sopravvissuti in silenzio nel tempo, svanendo nel nulla e nella storia.

Questi tre ninja menzionati, avendo una storia "leggendaria" e "confusa", sono perfetti per inventarsi un retaggio mistico trasmesso nel tempo fino ai giorni nostri, giunto dal nulla. Chi conosce però la storia, la vera storia, sa che questi personaggi non hanno lasciato alcun retaggio ed eredità a figli o adepti, e che le loro Ryū sono estinte.

Ciò che ne è rimasto, sono solo rimasugli tratti da manoscritti di natura romanzata, che per rispetto e leggenda, vengono evidenziati ed esposti, da personaggi "ninja", che allietano i turisti e gli appassionati di questa figura, raccontando la loro conoscenza sul campo.

Nel caso di Fūma Kotarō ad esempio, noto anche come Kazama Kotarō, non si sa niente di certo, e le sue storie sono molto confuse, per lo più leggendarie. Non vi è nulla di chiaro e attendibile se non teorie varie sulle sue imprese.
Si parla di un mercenario vissuto verso la fine del Periodo Sengoku. Veniva da una famiglia lontana da Iga e Kōga, quindi le sue arti erano un surrogato degli originali clan shinobi, create da un piccolo gruppo di Nukenin che non si sa da quale delle due regioni shinobi avevano attinto la padronanza della arti di spionaggio. Che comunque il clan fūma utilizzò per scopi criminali, essendo per lo più composto da pirati e briganti. La sua cerchia di seguaci, nel tardo Periodo Sengoku si dice che finì al servizio del clan Hōjō di Odawara, assunti come mercenari, viste le loro abilità di spionaggio da mercenari. Nel 1590 Toyotomi Hideyoshi assediò il castello di Odawara, che alla fine cadde, e il clan Hōjō fu costretto ad arrendersi e diventare suo vassallo, e di questo gruppo di servi del clan Hōjō non si seppe più nulla.

Ancora oggi non esistono fonti certe su Fūma Kotarō e il suo clan. Ma che un gruppo di shinobi fosse al servizio del clan Hōjō di Odawara si, c'è qualche fonte storica che lo asserisce. Ma visto i vari nomi con cui venivano chiamati come ad esempio "Rappa", non danno certezze che fossero propio i membri del clan Fūma. In ogni caso, qualunque sia stata la realtà della loro esistenza, in ogni scenario, racconto e libro, costui insieme al suo gruppo di balordi, viene giustiziato per i suoi atti criminali. Per cui la loro morte per condanna a morte, è comunque in ogni caso, una cosa certa.

Cenni storici di titolo accademico, e dunque di fatto attendibili, asseriscono che gli shinobi fūma che servirono la famiglia Hōjō, essendo di basso rango sociale, sono stati senza dubbio degli analfabeti, poiché al quel tempo, saper leggere e scrivere, era un privilegio per pochi, e riservato per lo più ai nobili. E questa è una delle tante prove, che costoro non hanno mai potuto creare rotoli che riportassero il retaggio di Fūma Kotarō e della cosiddetta scuola Fūma-ryū, ormai estinta. In tutti i casi, in Giappone è storicamente provato e risaputo da tutti, che non vi è alcuna certezza sull'esistenza di Fūma Kotarō e il suo clan, ma solo ipotesi e leggende (tenute comunque in considerazione). Leggenda o no, se ci fosse la possibilità che un così ristretto gruppo di mercenari, abbia avuto un lascito, sarebbe davvero interessante sapere come e perchè, è finito in Italia, o altrove  in Europa, o fuori dal Giappone. Poiché è parecchio bizzarra come ipotesi, parecchio.

Esistono fake ninja al sud Italia, associate alla Fūma-ryū, e altre scuole inerenti di cui non farò il nome, (ovviamente essendo fake sono conosciute solo al sud italia, in Giappone oltre a non esserci mai stati, li non hanno la minima idea di chi siano ovviamente).
Scuole moderne, new experiments, potremmo chiamarle, che si appropriano di antichi lignaggi con il quale non hanno nessun legame, e di cui non sanno assolutamente nulla.

Agli esperti basta guardare come si muovono per capirlo al volo.
Ma per i meno esperti ovviamente è difficile comprendere questo genere di incompetenza.

Queste scuole, ridicolmente definiscono il loro "Hombu Dōjō", il Museo Ninja sito nel castello di Odawara in Giappone. Ciò è estremamente buffo, perchè oltre al fatto che questo "Hombu Dōjō" ha cambiato sede continuamente prima che scoprissero questo luogo legato alla loro grottesca causa. È ancora più ridicolo, pensare al fatto che il astello di Odawara è solo un luogo turistico.
E ancora più ridicolo, se pensiamo che non essendoci ufficialmente nessuna eredità Fūma-ryū dichiarata, ufficiale, e dunque nessun Sōke in Giappone che si è presentato ufficialmente come tale, a reclamare e sostenere il lignaggio, come potrebbe mai esserci un Hombu Dōjō?
Ma l'ignoranza presente in ciò che scrivono i fake ninja italiani, non è da biasimare, non essendo mai stati in Giappone, e non conoscendo la vera storia allenandosi con veri maestri, non hanno idea di ciò che dicono.
Nei pressi del castello, si c'è un "Dōjō", e alcune aree di studio e addestramento, che fanno parte del Museo Ninja del posto, dove alcuni praticanti di arti marziali amatoriali, "non ninja" come Hiroshi Jinkawa Sensei, un esperto studioso, (non uno shinobi, o erede di fantomatici clan), per lavoro, fa fare "l'esperienza ninja" ai turisti, facendoli vestire da shinobi, istruendoli sulla storia, spiegando cose interessanti, e facendogli fare un "allenamento" simbolico.
Ovviamente si tratta di esperti, ed è una esperienza che consiglio vivamente se vi capita di andarci. Io ci sono stato, posso assicurarvi con certezza, che ne vale la pena.

In Giappone, i giapponesi che ci lavorano e non, quando chiedo delucidazioni sulla Fūma-ryū, mi hanno tutti detto per filo e per segno, tutto quello che ho appena scritto nelle ultime pagine. Con parecchia superficialità sull'argomento, quasi fosse la storia di un fumetto.
Infatti, a detta loro; "le storie che usano gli occidentali sulla Fūma-ryū sono più consone ad un anime che ad una scuola seria", (parole loro non mie).

Persino Jinichi Kawakami, in uno dei suoi video su Nindo Channel, parla del castello di Odawara, e della (Leggenda) senza certezze, del clan Fūma. Asserendo che si, è probabile che la famiglia Hōjō ha avuto degli shinobi al seguito chiamati Rappa o Fūma, ma che non si hanno informazioni certe su di loro. Nessuna, poiché non sono tratti da documenti storici ma da racconti/libri/romanzi (storici).
E così, sponsorizza il castello di Odawara come luogo ninja simbolico, per la sua leggenda, e attirare turisti.

 

Con Ishikawa Goemon, la storia è simile, ma della sua esistenza vi sono già certezze storiche, non sono leggende.
Nato a  Iga il 24 agosto 1558, era originariamente un Genin sotto il comando del maestro Momochi Sandayū, che poi si diede al brigantaggio, e a comportarsi proprio come Robin Hood, rubando ai ricchi per dare ai poveri. Da shinobi, divenne dunque un Nukenin (ninja rinnegato, o ninja mancante, in pratica la versione rōnin per i samurai).

Come per ogni shinobi, si hanno poche informazioni sulla vita di Ishikawa Goemon, che è diventato oggi una figura simbolo del folklore giapponese. C’è una storia piccante che afferma la storia, che lo vide in una relazione con l'amante di Momochi, e dovette fuggire per l’ira del suo maestro. In quel racconto, Goemon rubò la spada preferita di Momochi prima di fuggire.  Prendendo la propria strada, divenne il capo di un gruppo di banditi nel Kansai, e continuò a derubare ricchi signori feudali, ecclesiastici e mercanti, condividendo quella ricchezza con i contadini oppressi. Toyotomi Hideyoshi ordinò l’uccisione di sua moglie per avere la testa di Ishikawa Goemon che aveva derubato alcuni Daimyō alleati. E per assicurarsi che si facesse vivo di certo, prese anche suo figlio Gobei in ostaggio. Goemon però non riuscì a recuperare il figlio, e fu scoperto e preso come prigioniero.

Il 24 agosto 1594 a Kyōto, Toyotomi Hideyoshi decise di bollirli vivi pubblicamente, al cancello del tempio Nanzenji. Quando furono gettati padre e figlio nel calderone, Goemon salvò il piccolo sollevandolo sopra il livello dell'olio bollente. Toyotomi si impietosì e lo fece recuperare risparmiandogli la vita, mentre Ishikawa Goemon con le ultime forze, morì osservando il figlio sano e salvo.
Essendo stato acciuffato e giustiziato senza lasciare eredità, con certezze storiche documentate, non vi possono essere scuole che pratichino una disciplina che portino il suo lignaggio. Negli USA e in Tailandia viene dichiarata la sua eredità da alcuni fake ninja, in Europa no a quanto ne so.

 

In fine, c'è Seiko Fujita, nato a Tokyo. Ha studiato la Kōga-ryū Wada-ha (Ninjutsu) sotto la tutela di suo nonno, Fujita Shintazaemon, 13 ° Soke del ramo Wada di Kōga-ryū Ninjutsu. Ha studiato presso le università Waseda e di Meiji, e inizialmente ha iniziato la sua carriera in una società di giornali. Ha continuato a studiare molte altre arti marziali, ed è stato notato come autore, ricercatore e collezionista di antichi rotoli. Secondo alcuni riferimenti. Ci sono opinioni divise, sul fatto che fosse un vero ninja o un semplice ricercatore di retaggi

Durante la seconda guerra mondiale , Fujita insegnò la Kōga-ryū Ninjutsu all'Accademia Militare di Nakano (Rikugun Nakano Gakkō).
Fujita in seguito ha lavorato come specialista della sicurezza del governo. Negli anni successivi fu influente nell'insegnamento di molte arti tradizionali giapponesi. Tra gli studenti degni di nota ci sono Motokatsu Inoue, Mabuni Kenwa, Fujitani Masatoshi, l'attore Tomisaburo Wakayama e Manzo Iwata, che divenne erede di alcuni dei suoi stili. Fujita non ha lasciato alcun erede per la Kōga-ryū Wada Ha.

Seiko Fujita ha pubblicato il Zukai Torinawajutsu che mostra centinaia di tecniche di Hojōjutsu appartenenti a molte scuole diverse. E ha pubblicato molti altri testi sul ninjutsu e sulle arti marziali. Morì di cirrosi epatica all'età di 68 anni circa e probabilmente soffrì di angioedema ereditaria (che può precludere la pratica delle arti marziali, sebbene Fujita possa aver dimostrato la capacità di superare alcuni sintomi della malattia). La sua collezione, la Fujita Seiko Bunko , è conservata al Museo Iga-Ueno, nel castello di Odawara .

In pratica è specificato sui libri di storia e in ogni dove, che Fujita Seiko non ha rilasciato alcuna eredità. Per cui se qualcuno oltre oceano, lontano dal Giappone, dichiara di avere il suo retaggio, è davvero, davvero molto bizzarro. Chiedere come l'ha avuto è il minimo. E se non lo sa, o la risposta è vaga e confusa, beh ... è palese di che personaggio si tratta.

 

Bisogna conoscere la storia, e non da Wikipedia, ma da libri accademici e interagendo con storici giapponesi, c'è poco da fare.

Bisogna studiare sul campo e con le persone giuste, laureati ed esperti in storia del periodo feudale giapponese.
È l'unico modo per non farsi abbindolare e prendere in giro, perchè si tratta della storia di un luogo molto lontano, sconosciuto agli italiani che a stento conoscono la loro di storia. Si tratta di un mondo misterioso che in occidente può essere frainteso con fischi per fiaschi, o addirittura stravolto per scopi di dubbia moralità.

Se qualcuno dichiara di portare con se retaggi ninja di questo genere, chiedete com'è finito il retaggio di questi shinobi nelle sue mani.
Chiedete quali sono i suoi legami con i discendenti di questi lignaggi.
Chiedete a chi si spaccia per maestro ninja, che legami ha con il Giappone, con i giapponesi, e se c'è mai stato in Giappone ad addestrarsi con loro.
Chiedete foto e video che testimonino ciò che dice.
Egli vi risponderà con la verità mostrandovi ogni cosa, con i fatti.
Oppure si inventerà scuse assurde per le quali non potrà mostrarvi foto, prove tangibili, e conferme di ciò che dice.
E li ... spetta a voi farvi due conti e comprendere a chi vi state affidando.
I palloni gonfiati, scoppiano facilmente con l'ago della verità.
Fatelo per la vostra dignità. Chiedete, fate mille domande, e pretendete le prove.
È quello il vostro ago, l'arma che dovete usare per non farvi prendere in giro come ignoranti. Se avete il cervello, usatelo.

Esistono vari elenchi ufficiali in rete, come ad esempio quello pubblicato sul Blog Internazionale Bujinkan e sul Blog Internazionale Martial Arts Planet, (o molti altri in giapponese che non citerò). Che segnalano tutti i "Fake più Famosi" e le loro scuole, che nella realtà dei fatti, sono completamente estranei ai lignaggi ufficiali, legati alle tradizioni ninja, riconosciute in Giappone nel resto dell'Asia.
Tuttavia, non essendo interessato a scatenare alcuna inutile e balorda guerra, col nulla, non farò alcun riferimento a nomi e a nessuna scuola. Mi limiterò a restare generico, trattando argomenti che si trovano benissimo su google, e possono essere constatati e ricercati liberamente in rete. Per cui fate ricerce e informatevi.

Questo vi darà la possibilità di osservare la palese differenza tra i fake e i non fake. Alcuni, sono eccessivamente palese, che sono "fake ninja" e vi risparmieranno la fatica di fare una ricerca, altri invece sono più furbi, ma basta studiare un po' di storia, e fare ricerche accurate su tutti i nomi elencati della lista d'oro e della lista nera, per rendervi conto da soli di ciò che è stato appena detto.
Speriamo di esservi stati d'aiuto in questo.

In occidente esistono centinaia di migliaia di finti maestri purtroppo.
Scuole enormi, più piccole, o emergenti. E non solo nel ninjutsu, ma in tantissime altre discipline. A noi non interessa affatto creare scompiglio.
Dopo tutto, non c'è alcuna concorrenza fra noi e questi personaggi pittoreschi, e non vale la pena per niente averci a che fare e perderci tempo sia chiaro.
Come in altri blog, di maestri e scuole vere, vogliamo solo essere onesti esprimendo una personale opinione, doverosa e coscienziosa a riguardo, semplicemente per moralità e rispetto nei confronti di chi studia e lavora davvero, e di chi ha studiato per anni e si è fatto il mazzo per arrivare dov'è, davvero.

Mi sono sempre chiesto; Come fa la gente ad andarci e non notare certe cose? Insomma quando entri in un mondo del genere, ti appassioni, fai ricerche e comparazioni immagino, notando magari la differenza abissale tra il buffone che presenta ciò che dice, e la realtà opposta a lui. E invece no, a quanto pare c'è chi non vede niente, e crede passivamente a qualsiasi cosa gli venga gettata davanti agli occhi. L'ignoranza della gente può arrivare fino ad un certo limite, ho sempre pensato, poi davanti a certe evidenze, ho capito che non è così, l'ignoranza non ha limiti, e a quanto pare va di moda il trash, lo spettacolo da baraccone, e molti allievi meritano davvero il maestro che hanno.

Il "ninja" ha sempre affascinato la cultura popolare, ed è sempre stato una bella fantasia per chi pratica arti marziali. Il fenomeno "Ninjutsu" invece è sempre stato all'ombra, fino a quando Hatsumi Masaaki con la Bujinkan, e i suoi seguaci, per farsi pubblicità e un nome, hanno fatto esplodere su internet, il fenomeno "ninjutsu", con seminari approfonditi, video di vario genere, fino ad addirittura realizzare tutorial.
E negli ultimi vent'anni circa, sono saltati fuori più "retaggi ninja" di quanti ne siano esistiti in realtà. E guarda caso, tutti in occidente. Come mai questa cosa? ... Direi che è già palese di suo, se ci si riflette bene, l'unione tra questi video tutorial e i fake maestri ninja.

Da quando ho scoperto tutto questo, ho deciso di usare parecchia cautela.
Ho proibito qualsiasi video istruttivo su internet se non banali video di abilità fini a se stessi. E la mia scuola è diventata più selettiva, mostrando a chi entra, pochissimo nei primi Kyū.
All'inizio del programma non si vedrà nulla di effettivamente concreto, a causa di questa sfiducia, causata dall'essere circondati da tali elementi immorali, che irrispettosamente stanno diffondendo un'idea sbagliata del ninjutsu, non avendo loro stessi, idea di cosa sia, se no tramite i tutorial su internet da cui attingono i loro insegnamenti, oppure se sanno leggere, tramite libri che si trovano facilmente su internet. E come il maestro splinter nel film Teenage Mutant Ninja Turtles film del 2014, che trova un libro di ninjutsu nelle fogne e diventa un maestro ninja, nascono gli elementi che si trovano nella regione siciliana. LOL!

Perchè? Mi chiedo; Cosa gli costa andare da un vero maestro? Imparare, studiare davvero, e praticare davvero, piuttosto che inventarsi le cose. Domande senza risposte, ma si sa per l'uomo medio, la via più facile è sempre la migliore, anche al costo di gonfiarsi e mentire, convinto che nessuno se ne renda conto.
Nel cervello di certi individui c'è un film in loop in cui sono eccezionali e grandiosi, e niente e nessuno gli farà cambiare visione e potrà mostrare la realtà dei fatti, è come una malattia mentale ormai. Da zero, o infarinando qua e là in scuole di arti marziali, salta fuori che sono tutti maestri, fatti da soli ... che sciocchezze.
Penso anche; Se vi inventate qualcosa ditelo almeno, se poi è efficacie, affascinante ecc. potrebbe risultare bene, e si potrebbe andare anche fieri di ciò. Ma invece no, si preferisce mentire.

Ma, non sono solo i finti maestri a degradare le discipline tradizionali.

Si loro sono il male assoluto è vero. Ma in questo articolo, in cui esprimo un pensiero sui "maestri dannosi di oggi" voglio essere comunque obbiettivo in generale.
Da pochi anni ho iniziato ad avere contatti con maestri e scuole occidentali, e ho notato parecchia meritocrazia senza senso. Maestri o praticanti Dan, diventati tali, solo per tempo di pratica, e non per un merito consistente. Ho visto esami davvero scadenti, ma davvero, davvero scadenti, che portano giovanissimi praticanti ad ottenere cinture nere in breve tempo, convincendoli di essere dei grandi praticanti.
Cinture e gradi regalati, mi permetto di dire, e resi ormai talmente facili da ottenere, da renderli banali e di scarsissima qualità.

Oggi si trovano sempre nuovi modi per celebrare la mediocrità, accontentando tutti, pur di guadagnare e avere adepti.

Io spero di cuore che l'occidente ritrovi la retta via, e il livello, la qualità, delle sue scuole di arti marziali italiane salga di più.

 

Scolaro Giuseppe Simone ジュセッペ シモネ スコラロ