L'Arte della Spada Giapponese

Al Dōjō Yuki no Senshi, si apprende la pratica di una grande vastità di armi, ma l'arte della spada giapponese, è insegnata e praticata con particolare interesse, riflessione e considerazione.
Iaidō, Kenjutsu e il Tameshigiri, dunque, sono pratiche fondamentali all'interno delle scuole Yuki no Senshi.

Spieghiamo in poche righe, di cosa si tratta:

Lo Iaidō 居合道

È l’arte tradizionale dell’estrazione della spada.
Si pratica attraverso l’esecuzione di kata: forme codificate di combattimento, che si eseguono da soli o meglio, contro un avversario immaginario.
All’inizio della pratica, per i principianti, si utilizza il Bokken 木剣, la spada di legno. Con il passare del tempo, si passa all’uso dello Iaitō 居合刀, la riproduzione di una katana, la cui lama però non è affilata. Al livello più avanzato, dopo anni di pratica, si passa ad utilizzare lo Shinken 真剣, una vera e propria katana affilata.
Un kata di iaidō è composto da più fasi. Normalmente inizia con lo sfoderamento seguito in rapida successione da uno o più tagli, in base a quanti sono gli avversari ipotizzati, seguono la pulizia della lama e il rinfodero.
Il tutto senza perdere mai di vista l’avversario immaginario.

La pratica, richiede tradizionalmente un uniforme composta da Gi, Hakama e Obi.
Il praticante deve studiare per arrivare a sviluppare potenza, precisione e perfezione nelle forme eseguite, insieme ad un controllo del respiro e delle proprie emozioni. Progredendo nella pratica, si forma la grazia, il bilanciamento e il controllo sia del corpo che della mente.

Il termine Iai 居合 deriva da una frase giapponese “Tsune ni ite, kyu ni awasu に居て急に合わす ” che significa; "qualsiasi cosa stia facendo, in qualunque luogo io sia, devo essere pronto ad ogni eventualità". Per questo motivo le tecniche utilizzate sono interpretazioni di diverse situazioni, e ipotizzano scenari in cui sono presenti uno o più nemici, e i luoghi più disparati come una stanza al buio, un ponte, un vicolo stretto ecc.
L’essenza dello iaidō sta nella frase; “Saya no uchi 鞘の内” che prende origine dalla frase “Saya no uchi de katsu 鞘の内で勝つ”.  Entrambe significano;
"la vittoria sta nel fodero della spada", quindi nel vincere senza la necessità di sfoderare. Si deve riuscire a sormontare con il proprio Ki気l’avversario, prima ancora di far uscire la spada dalla saya, e quindi farlo desistere da qualsiasi tipo d'intenzione di attacco.

Le origini dello iaidō risalgono quindi all'antica pratica Koryū 古流 dello Iaijutsu 居合術. Questa disciplina della classe Bujutsu 武術, nacque nel corso del periodo Nara, intorno al 710 d.C., quando la capitale giapponese si spostò da Fujiwara-kyō a Heijō-kyō, oggi Nara. Si trattava di un insieme di esercizi per accorciare nei tempi e rendere più efficace lo sfoderamento della spada. Questo non fa necessariamente dello iaijutsu un’arte marziale violenta. Molte delle situazioni erano pensate come possibili contrattacchi, quindi, reazioni efficienti ad attacchi portati improvvisamente.

La Dai Nippon Budoku Kai 大日本武徳会, abbreviato con l'acronimo (DNBK), è un'organizzazione di arti marziali con sede a Kyōto, in Giappone, fondata il 17 aprile 1895 sotto l'autorità del Ministero dell'Educazione e sancita dall'Imperatore Meiji, con lo scopo di preservare il patrimonio costituito dalle arti marziali giapponesi.
Riconobbe lo iaidō nel 1932. L'organizzazione si sciolse il 9 novembre 1946 in risposta all'ordine imposto, dopo la fine della seconda guerra mondiale, dal generale Douglas MacArthur, che imponeva la soppressione di tutte le organizzazioni di carattere militare.

Nel 1953, con la nuova visione filosofica di preservare le virtù e tradizioni marziali classiche, la Dai Nippon Budoku Kai viene ricostruita ufficialmente.
Mirando al recupero delle culture marziali classiche, sostenendo la ricerca, l'istruzione, la disciplina, la promozione della pace e dell'armonia internazionale ed il progresso di una maggiore umanità attraverso l'educazione al budō.

Vengono così riconosciute dalla Dai Nippon Budoku Kai, le seguenti discipline:

  • Jūjutsu 柔術 
  • Aikijūjutsu 大東流合気柔術
  • Karate-dō 空手道
  • Aikidō 合氣道
  • Jūdō 柔道
  • Iaidō 居合道
  • Kendō 道
  • Kobudō di Okinawa 沖縄古武道
  • Kokusai Aikidō Kenshūkai Kobayashi Hirokazu Ha 国際 合 気 道 研修 会 小 林裕 和 派

Tornando allo Iaidō, allo scopo di diffondere tale disciplina e codificarla, i fondatori scelsero dopo accurati studi, un insieme di tecniche provenienti da diverse scuole antiche, e idearono i primi sette fra quelli che oggi sono i dodici kata che costituiscono i Zen nihon kendō renmei iai 全日本剣道連盟居合, comunemente conosciuti come Seitei Iai 制定居合, o più propriamente Zenkenren Iai 全剣連 居合道.

Ogni praticante di iaidō inizia il suo apprendimento studiando questi dodici kata, con i quali per tutto il resto della sua carriera affronterà competizioni ed esami.
L'intento è affinare la propria tecnica, e capacità, di eseguire i Seitei Iai al meglio.
Acquisita la padronanza di tali kata dopo un periodo può variare ad un paio di anni o più, in base all'abilità e alla costanza. È possibile approfondire lo studio dei vari stili delle diverse koryū tradizionali, fra le quali una delle più note, la Musō Shinden-ryū 夢想神伝流.

La All Japan kendō Federation o Zen Nihon Kendō Renmei 全日本剣道連盟, con l'acronimo (ZNKR), è la federazione mondiale che si occupa del movimento del Kendō 剣道 giapponese nel mondo. Fondata nel 1952 e ufficialmente formatasi il 14 marzo 1954.
In Italia, è possibile dedicarsi alla pratica ufficiale dello Iaidō, recandosi presso una delle palestre iscritte alla Confederazione Italiana Kendō.

Il Kenjutsu 剣術

Parallelamente allo Iaidō, Al Dōjō Yuki no Senshi, si pratica anche il kenjutsu, l'arte del combattimento con la spada estratta.
A differenza dello Iaidō, appunto viene praticato con la spada già estratta, contro un avversario reale, o anche praticando kata immaginandolo. Anche in questa disciplina, si comincia con il Bokken. Per passare poi all'uso di una Iaitō.  Una Shinken Katana, non viene mai utilizzata, poiché si rischierebbe davvero tanto, di perdere un arto o peggio.

Bisogna fare molta attenzione a non confondere il Kendō con il Kenjutsu.
La differenza si può già vedere benissimo nella differenza degli ideogrammi con il quale sono scritti questi due termini:
Ken-Jutsu 剣術, ha in se il kanji di Ken (spada), e Jutsu (arte, tecnica).
Mentre Ken-Dō 剣道, che sta per "Via della spada", ha in se il kanji di che significa (via, percorso, in senso spirituale).
Il kenjustu è una disciplina antica, nata per combattere e uccidere i nemici sul campo di battaglia, sviluppata dalla classe guerriera giapponese nel corso dei secoli. Mentre il kendō è un'arte marziale più recente, che non ha lo scopo di uccidere l'avversario per ottenere la propria sopravvivenza. Ma il suo vero scopo è disciplinare se stessi, il proprio corpo e la propria mente, e percorrere appunto "la Via" per migliorarsi e crescere come persone insieme agli altri praticanti con i quali si studia e si pratica.

Il Tameshigiri 試し斬り

È l'arte giapponese del taglio di prova col bersaglio.
Praticata anch'essa al Dōjō Yuki no Senshi. Questa pratica è stata resa popolare nel periodo Edo per testare la qualità delle spade giapponesi. Durante il periodo Edo, solo gli spadaccini più abili furono scelti per testare le spade, in modo che l'abilità dello spadaccino non fosse discutibile nel determinare quanto bene la spada tagliava. Come elementi per testare il taglio, venivano usati: Wara (paglia di riso), Goza 茣蓙 (lo strato superiore dei tatami), bambù e sottili lamiere di acciaio.


Ma i tagli, venivano effettuati anche su cadaveri e criminali occasionalmente condannati a morte. Oggi la pratica del tameshigiri si è concentrata sul mettere alla prova le abilità dello spadaccino, piuttosto che quelle della spada. Le spade utilizzate sono in genere quelle poco costose. La pratica viene eseguita principalmente sui Goza, arrotolati in una forma cilindrica su un bambù verde. Solitamente, vengono immersi in acqua per aggiungere densità al materiale. Questa densità deve approssimare quella della carne. Il bambù verde è usato per approssimare l'osso.

Per quanto possa sembrare facile negli odierni video, tale pratica richiede una accurata precisione e destrezza con la spada, e questo si evince, quando il praticante, riesce ad affettare il goza, solo con la perfezione del movimento con la spada, senza mostrare sforzi lanciarsi col peso del corpo per incidere.

Ho imparato l'arte della spada, dai giapponesi. E la passione per questo straordinario strumento, mi ha reso uno spadaccino più che appassionato. La pratica e la dedizione, che ho verso l'arte della spada giapponese è una delle cose a cui non potrei mai rinunciare.
Passo circa tre ore al giorno, o anche cinque se riesco, con la spada giapponese in mano.
Ma al di là della pratica presente nel Ninpō di mia competenza, e delle tecniche Koryū che mi sono state insegnate, mi piacerebbe entrare nella pratica più dettagliata della Tenshin Shōden Katori Shintō-ryū. Purtroppo, dove vivo, non ho trovato scuole di Iaidō e kenjutsu, all'altezza delle mie aspettative. In Italia ci sono scuole e maestri validi, troppo lontani però, per istaurare un rapporto. Viaggiando annualmente in Giappone, a questo punto, anche se a rilento, perchè farò seminari e lezioni private, imparerò la linea Tenshin Shōden Katori Shintō-ryū, direttamente li, durante il mio soggiorno nel paese d'origine della katana giapponese.

Sensei Scolaro Giuseppe Simone
ジュセッペ シモネ スコラロ