Yuki no Senshi

Studiando i kanji giapponesi, mi sono reso conto negli anni, che l'etimologia, la filosofia, che sono addentro l'utilizzo dei kanji giapponesi sono un vero e proprio codice di profondità spirituale e intellettuale.

Ogni "simbolo" ha in se un origine, e una serie di pensieri profondi, atti a dare alla "parola" più che un semplice significato, ma una vera e propria anima, in grado di far scaturire in chi legge, pensieri e riflessioni.

Con queste parole, voglio cominciare a spiegare, in una breve sintesi, l'etimologia ed il simbolismo Yuki no Senshi.

Ma prima una piccola spiegazione di chi siamo:

La scuola Kojiki-Ryū 古事記-流, è un’arte marziale giovane, che ha circa 200 anni. Ma l'origine del clan che ha creato questa scuola, arriva fino ai ninja Kōka-ryū.
Dopo la caduta dei guerrieri shinobi, al tempo di Oda Nobunaga, ci furono vari gruppi di superstiti. Alcuni di questi ad esempio, si sono uniti allo Shōgun Tokugawa Ieyasu, diventando Ninshi, Shinobi/Samurai. Lignaggio oggi condotto dalla grande organizzazione del Musashi Clan con sede in Giappone.
Tra i vari supertiti, che hanno condotto i loro lignaggi alle odierne scuole Bujinkan, Banke Shinobi Kōka Bantō ecc, ce n'è uno, che si diresse a nord, verso le aree di Kushiro 釧路 (Hokkaidō 北海道), e si dispersero nel territorio del nord del Giappone con una nuova identità.
Nel 1997 conobbi l'unico maestro che ho avuto nella mia vita, e che mi ha addestrato per ben quindici anni. Un giapponese, la più grande fortuna ed onore della mia vita. Un padre, un amico, il maestro. Il suo nome è K. Satou (1954 - 2010). Egli mi raccontò questa storia.
Nel rispetto degli accordi legali che mi sono stati imposti dalla famiglia Satou 佐藤, che nel 2011 mi ha nominato erede e Sōke della loro Ryū, lasciandomi pieni poteri di utilizzo e diffusione di essa a condizione di non coinvolgere loro e proteggere la loro privacy, mi è concesso pronunciare solo il loro cognome, in quanto comune e non riconducibile facilmente a loro.
Questa famiglia, ha fondato il Clan Yuki no Senshi 雪の戦士 il cui significato è; “Guerrieri della Neve”.

Verso la fine del Periodo Edo, poco prima del Periodo Meiji, tramite viaggi di lavoro in Cina grazie ad alcuni viaggi con le navi mercantili olandesi da Okinawa, uno dei membri del clan, G. Satou (1818 - 1897), ebbe modo di scoprire le arti marziali cinesi, e la loro straordinaria versatilità e fluidità. Affascinato, dopo tanta tenacia, e qualche anno di peripezie a causa del forte razzismo riscontrato, riuscì ad ottenere gli insegnamenti agognati, e a portare il Kung fu, a casa.
Quello fu l'inizio, del Zasshu-ryū 雑種流, "scuola ibrida", un'arte marziale ibrida o mista, come si preferisce chiamarla, creata dall'unione di più stili, diverse culture, e pratiche spirituali.
La parola Zasshu, in giapponese è anche dispregiativa, inteso anche come un "ibrido bastardo", ed è stato scelto questo nome anche per questo motivo. A quei tempi, era difficile per un giapponese accettare la superiorità di alcune tecniche cinesi, e di accoglierle nella propria codifica. Questa cosa, essendo vista male, ha ispirato questo nome. (Accettiamo di essere diventati bastardi, ma ciò non cambia il fatto che siamo più efficaci nel combattimento a mani nude grazie a questa fusione).

Ma alla fine, il nome in codice ufficiale che è stato scelto per dare origine alla vera e propria scuola di arti marziali di questa famiglia, non è stato Zasshu-ryū, ma “Kojiki-Ryū” 古事記-流. Il motivo sta nel significato profondo e più nobile di questi kanji.

Il Kojiki, letteralmente "cronaca di antichi eventi", è un'opera in tre libri, scritta in antico giapponese (man'yōgana, in realtà un misto di giapponese e cinese). Compilata nel 712 d.C. dal nobile Ō-No-Yasumaro 太安万侶 su richiesta iniziale dell'imperatore Temmu 天武, fu infine presentata alla corte dell'imperatrice Gemmei. Il testo legittimerebbe la preminenza politica (per volere divino) del clan Yamato 大和 sugli altri, in particolare su quello di Izumo 出雲. Rappresenta il più antico documento letterario della storia nipponica, narra infatti la storia del Giappone e della famiglia imperiale dalle origini sino al regno dell'imperatrice Suiko (554-628). Per questo viene spesso accomunato alla prima storia ufficiale scritta in cinese, il Nihonshoki 日本書紀, di uscita postuma.
Nella prefazione, Ō-No-Yasumaro motiva la scrittura dell'opera in seguito alla richiesta del sovrano di rivedere gli annali dinastici e la compilazione del testo. 

Il significato attribuito a questo nome sta nel fatto che si lega alla prima traduzione della parola kojiki, che significa "Cronaca di Antichi Eventi" o "Registrazione dell’Antico", principio legato alla storia della famiglia che ha fondato quest’arte marziale. Poiché si tratta di un clan che raccoglie informazioni e le custodisce nel tempo, generazione dopo generazione. E dove primeggia, cultura, e conoscenza.

Simbolo Yuki no Senshi:

Il kanji è "Yuki" 雪 neve, elemento che rappresenta i freddi e gelidi inverni di Hokkaidō. La scia rappresenta una sferzata, l'attacco, il guerriero e la velocità (forma anche una luna crescente, che sta a significare il raggiungimento dell'illuminazione, della conoscenza); "alla fine dell'attacco quella scia sparirà e rimarrà solo la neve, bianca e pura", e questo simboleggia la quiete dopo la tempesta.
Questo è il significato filosofico.
C'è anche un significato pratico, che cela il simbolo a mezza luna, ma questo segreto, è solo per i membri della scuola.

Mon Yuki no Senshi:

Sempre presente, la mezza luna, a rappresentare il simbolo primario del clan, questa volta però capovolta.
i sei tomoe, rappresentano coloro che hanno contribuito alla creazione di questo clan e della sua scuola di arti marziali.
Il fiocco di neve, richiama il kanji yuki del simbolo del clan, al centro del sol levante, a significare che nonostante la disciplina è ibrida, il clan è giapponese, patriota verso il proprio paese.

Il primo logo ufficiale, il "vecchio logo" per rappresentare la scuola, nasce dal momento che è stato deciso che la trasmissione della ryū da maestro ad allievo, sarebbe cessata. Così è stato ideato un logo primordiale, per condure la disciplina all'albo delle scuole ufficiali di arti marziali, mostrandosi alla luce.

Che oggi è seguito però da un logo ufficiale più semplice e sitilizzato.
Questo:

Tornando al vecchio logo, vi sono raffigurati:

  • In alto, i due kanji della parola budō, arti marziali.
    La nostra scuola discende da una Koryū, che appartiene al ramo del Kobudō 古武道, Bujutsu 武術, Bugei 武藝 ecc.
    E difatti, viene praticato questo.
    Perchè allora inserire i kanji di budō 武道? Concetto legato alle discipline moderne, nate dal Periodo Meiji in poi.
    Perchè la nostra scuola, ufficialmente, nasce dopo la restaurazione Meiji, per cui fa parte delle classi budō, anche se in realtà non lo è.
  • Sempre in alto, il simbolo del Tao.
    Il simbolo del Tao poiché la disciplina racchiude in se la pratica delle arti marziali cinesi, e i principi legati al Qi e al Taoismo.
  • Al centro i kanji della parola Ninjutsu Kojiki.
    Senza l'appunto "Ryū", perchè non è solo un retaggio, una scuola, ma molto di più.
    Richiamando così, il titolo del più grande manoscritto della storia del Giappone, il "Kojiki", che letteralmente significa "cronache di antichi eventi". E come coloro che raccolgono informazioni e le custodiscono, i ninja Yuki no Senshi rappresentano in toto la parola Kojiki.
  • In basso il simbolo del clan Yuki no Senshi.

Concludendo, questo è un brevissimo riassunto su chi siamo e alcune curiosità dei nostri simboli.
Ciò che mi è concesso dire è questo, il resto, al Dōjō.

Oggi, la ryūha 流派 Yuki no Senshi, codificata ovviamente in giapponese, trascritta in Denshō, Makimono, Tetsuyousou, e Orihon, è in mano mia, e sono onoratissimo di poterla condurre a questa generazione, e a quelle future.

Il mio scopo, è portare questo retaggio nel tempo, nel rispetto e nell'amore, per chi l'ha condotto con tanta passione e risolutezza, a me. Cercando di insegnare questi valori, ai miei allievi.
I valori che per me più contano: Cultura - Intelletto - Talento - Coraggio - Pazienza - Volontà - Rispetto.

Inoltre, essendo cresciuto, ed essendo stato addestrato, solo ed esclusivamente in una bolla chiusa con un maestro giapponese, e non avendo mai avuto maestri occidentali, vorrei comprendere di più i maestri di questa parte del mondo, che da anni non riesco proprio a capire. Buona parte di questo mio astio e chiusura nei loro confronti, è dovuta al fatto che sono abituato a determinate qualità.
Parlando dell'Italia, i grandi maestri che ammiro e rispetto sono al Nord Italia. Grandi nomi come Francesco Buffini (Bujinkan), Andrea Re (Tenshin Shōden Katori Shintō-ryū), e pochissimi altri.
Io pratico da più di venti anni, e continuo a studiare e cercare maestri con cui confrontarmi, ma specialmente imparare nuove cose, per arricchire me e il mio retaggio, perchè non si finisce mai di studiare ed imparare.
Ma purtroppo la Sicilia non è all'altezza delle mie aspettative. Il livello è davvero, ma davvero basso, e c'è una sconcertante quantità di spacconi, incompetenti, e scuole fake di arti marziali, condotte da truffatori balordi, palloni gonfiati e ignoranti in materia.
Più dediti a fare gli showmen e a fare soldi che altro.
Per il resto, ci sono tamarri che fanno sport da combattimento, più dediti ad altre sciocchezze.

Io non sono una star ma un Sensei, e cerco qualità non quantità. Per cui, mi dissocio da tutto questo, e mi ritrovo da solo.

Tutta via non mi demoralizzo, anche se questo può essere frustrante.
Perderò solo più tempo, per avere il piacere di allenarmi ed imparare le altre linee tradizionali, viaggiando, in Italia e in Giappone ovviamente. La mia casa è sempre stata, e sarà sempre il mio amato Giappone. E i giapponesi la mia gente.
Continuerò a praticare, studiare e collaborare con i maestri giapponesi degli antichi retaggi ninja e samurai, viaggiando in Giappone come ormai faccio da anni. Ciò nonostante, vivo in Italia, e voglio portare in questo paese, la splendida cultura giapponese, e farla conoscere nel profondo. E se posso lo farò insieme a maestri italiani degni di questo nome, rari da trovare.

Scolaro Giuseppe Simone ジュセッペ シモネ スコラロ